Sabrina Carbone: Leonardo da Vinci vittima di un cattivo morbillo.

ImmagineE’ solo il suo autoritratto, un disegno custodito a Torino, con inquietanti puntini rossi. Non siamo vicini a rivedere Leonardo da Vinci è solo il suo autoritratto conosciuto a livello mondiale. Barba e capelli lunghi, sopracciglia cespugliose, naso aquilino e espressione del viso stanco e gravemente malato. Dopo una settimana di test, gli esperti hanno circondato Maria Cristina Misiti, la Direttrice dell’Istituto Centrale di Restauro e Custodia del Patrimonio Italiano. Hanno appena scoperto la presenza di puntini che proliferano in questo disegno 33,5×21,6 cm disegno a carbone rosso risalente intorno al 1510. Durante una conferenza stampa tenuta a Roma è stato lanciato un  allarme per questi “puntini rossi” suscettibili a sfigurare  l’immagine del Genio toscano rappresentato probabilmente in uno stato ideale, come un Platone del Rinascimento. A novembre 2012, per 2 mesi, l’istituzione che conserva il disegno, la Biblioteca reale di Torino, lo aveva eccezionalmente riesumato dalla penombra dei suoi magazzini per collocarlo nella sua maestà, nel seno di una esposizione organizzata nel palazzo vicino alla Venaria Reale. Era la prima volta per il grande pubblico. Bisognava partecipare in modo spettacolare alle celebrazioni che marcavano il 150.mo anniversario dell’Unità d’Italia. Quest’unico autoritratto di Leonardo – il solo ad essere all’unanimità vicino agli specialisti – era stato visto per la prima volta a Firenze nel 2006, presentato dietro ad un vetro blindato. Era stato mormorato all’epoca che era di un fac-simile risalente al XVIII secolo. In base a questi ultimi dati, la constatazione è unanime: forse un giorno sarà riesposto nuovamente. “Gli studi non invasivi hanno confermato i nostri peggiori timori: il disegno è stato rovinato e ogni restauro sarà delicato e rischioso” ha dichiarato Jane Roberts bibliotecario reale e custode del gabinetto delle stampe a Windsor, il castello che possiede la più ricca collezione del mondo dei disegni del Maestro. Conservato in una cassaforte per quasi 100 anni i puntini “rossi”, sono stati provocati dall’ossidazione di pigmenti originali, non protetti da una qualsiasi vernice come nel caso degli oli. Sono apparsi anche dei funghi sul disegno una miscela di canapa, lino e lana. Oggi ciò che appare sulle gote gonfie dell’artista ricorda un cattivo caso di morbillo. “E’ impressionante ha concluso Maria Cristina Misiti. La decisione del restauro non è di competenza della Biblioteca di Torino, ma dell’Istituto di Restauro e degli scienziati. Tuttavia continuano a essere fatte delle diagnosi”. Il foglio era stato  correttamente comprato dal Re Carlo Alberto di Savoia nel 1839, e correttamente conservato a Torino in una cassaforte per quasi 100 anni. Ma nel 1929 era stato incorniciato e appeso al muro alla luce del sole.

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