Sabrina Carbone: Senegal: giornata educativa sul Trattato sulla Schiavitù Transatlantica

03112012739-001Il Collegio Mariama Ba di Gorée ha ospitato, la commemorazione della giornata del Trattato della Schiavitù Transatlantic patrocinata dall’Unesco. Quest’anno, al di là della volontà di perpetuare questa tragedia nella memoria collettiva c’è soprattutto la volontà di sensibilizzare le nuove forme di schiavitù. Parlando di schiavitù transatlantica, questo sistema di sfruttamento dell’uomo, implica lo sdradicamento, la deportazione e l’assoggettamento di milioni di esseri umani e la volontà imprimerlo nella memoria collettiva, e non c’è posto più simbolico dell’isola di Gorée. In quest’isola, la Commissione Nazionale Senegalese per l’Unesco, nel quadro della celebrazione della giornata del Trattato sulla Schiavitù Transatlantica, e in memoria,  ha scelto l’isola e l’aula dell’Istituto Mariama Ba,  simbolo scolastico per eccellenza. In effetti undici anni fa, la Conferenza Mondiale di Durban contro il Razzismo, la Discriminazione Razziale, la Xenofobia, l’Intolleranza ha riconosciuto il commercio degli Schiavi come un crimine contro l’umanità. Da allora non bisogna dimenticare, nè cancellare dalla memoria collettiva il passato. Bisogna restare vigili affinchè ciò non accada più, commenta Yao Ydo, rappresentante dell’Unesco di Breda a questa cerimonia. Massek Birame Seck, consigliere tecnico numero uno del Ministro dell’Istruzione Nazionale, ha accolto la creazione di progetti educativi sul Trattato della schiavitù transatlantica che,”cerca di dare, a questo capitolo della storia, il vero posto che gli spetta nei programmi scolastici, attraverso la rete del sistema di scuole associate all’Unesco, che costituisce un imput per nuovi sviluppi pedagogici, facendo acquisire alle nuove generazioni competenze e buone pratiche che permettono di diffondere il messaggio dell’Unesco: “le guerre nascono nello spirito degli uomini,  e nello spirito degli uomini che devono essere alimentate le difese della pace”. Quest’anno, al di là della volontà di perpetuare il dovere della memoria, l’accento è stato posto sulle nuove forme insidiose di schiavitù che hanno come tema: “schiavitù moderna e educazione civica”, sviluppati da Ibrahima Seck del dipartimento di Storia.
Schiavitù Moderna :
Davanti a un centinaio di alunni provenienti dalle scuole membro della rete di scuole associate all’Unesco del Senegal, M.Seck ha spiegato la scelta del tema, con lo scrupolo di un miglior ancoraggio della schiavitù nelle menti e dimostrare come diceva Voltaire: che questo fenomeno “è più vecchio dell’Umanità”.  “E’ un fenomeno ricorrente e non è una solo questione di studiarlo sotto il profilo storico. L’interesse sotto il profilo storico serve a regolare i problemi contemporanei. Se è vero che la schiavitù classica (caccia all’uomo, cattura, deportazione e lavoro nelle piantagioni) non esiste più, anche se c’è ancora qualche traccia di resistenza, nel Sudan e in Mauritania, non è meno evidente della schiavitù moderna, delle numerose forme di schiavitù che esistono attualmente ma che sono così insidiose da non riconoscerle. Volendo essere più esplicito, le vittime di questa nuova forma di schiavitù sono quelle persone con un lavoro precario, mal pagate e con 16 ore di lavoro al giorno. Il lavoro minorile con tutte le conseguenze sullo sviluppo fisico e intellettuale, bambini soldato, schiavitù sessuale, in breve tutte le forme di repertorio riconosciute tali dall’Unesco. Sembra strano ma secondo M.Seck, per sdradicare questi fenomeni, non bisogna andare lontano, c’è bisogno di una volontà politica. Secondo M.Seck, Fatou Dramà Niang, capo della divisione al Commissariato Nazionale dell’Unesco e coordinatrice della rete di scuole associate all’Unesco, questa rete che raggruppa più di 150 edifici pubblici e privati che vanno dall’età prescolare all’età secondaria, ha per obiettivo di inculcare ai giovani, i valori umani di equità, i diritti dell’uomo, la giustizia e la pace.

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