Sabrina Carbone: Tambacounda

03112012739-001La coordinatrice dell’Istituto di Sanità di Riproduzione di Tambacounda, Kadidiatou Ba Sow, ha indicato lo stato di sanità di quei sotto territori della Regione Orientale, dove il tasso di mortalità delle gestanti è superiore alla media nazionale, ed è tra i più elevati di tutto il Paese. 785 decessi su 100.000 nascite contro 401 decessi su 100.000 nascite a livello nazionale. Tambacounda è una delle regioni che ha un tasso di mortalità  materna tra i più elevati, afferma la coordinatrice Sow, e cita uno studio fatto negli anni 2005/2006, dalla cooperativa giapponese, JICA. Le statistiche non attuali, rendono l’idea della situazione di Tambacounda in questo ambito. “Sforzi importanti sono stati fatti negli ultimi anni per ridurre questo tasso di mortalità materna e infantile a livello regionale”. A tal proposito, ha dichiarato ai giornalisti locali e ad altri venuti da Dakar,  nel quadro di una campagna di sensibilizzazione sicura sulla sanità riproduttiva organizzata dalla Associazione per il benessere famigliare, ASBEF, questi sforzi riguardano la formazione di medici competenti in campo ostetrico urgente, SOU, infermieri capo del posto, ICP, e campi ostetrici del campo di base, SOUB. Tra le altre opere realizzate, c’è anche la costruzione di una equipe di campi di blocco, di una equipe  da campo per l’ecografia, anestesiste, aiuto chirurgo, allo scopo di rendere funzionante i blocchi e prendere a carico la gestante. Per la consulenza pre-nascita o CPN è stato stabilito l’obiettivo di tre visite durante il  2002, quando c’era un tasso del parto del 39% contro il 40,3% del 2003 e il 41,3% del 2004, parliamo di parti cesareo. La coordinatrice della Sanità di riproduzione della regione, deplora che quei cesarei non sono stati fatti in maniera continua nei campi di blocco, costruiti. “Ciò è dovuto ai problemi di assunzione del personale” ha spiegato Sow che ha qualificato “molto affidabile” il tasso dell’1,9% dei parti cesareo registrati in questi blocchi nel 2009, aggiungendo che il tasso minimo deve essere del 5%. In questi casi, molte donne rischiano di morire, ma anche i loro bambini. A tal proposito se devono subire un cesareo  e non è possibile effettuarlo subito, alcune donne soffrono e hanno ulteriori complicazioni. Nella peggiore delle ipotesi muoiono in seguito al parto. Riguardo alla pianificazione famigliare, bisogna fare ulteriori sforzi, affinchè il tasso resti affidabile, senza dimenticare la necessità di educare e informare le popolazioni per far loro capire la serietà della loro salute e quella dei loro bambini. Il parto assistito, aveva un tasso del 28,3% nel 2002, contro il 55,5% del 2009 “una buona evoluzione”, afferma la coordinatrice Sow sebbene l’obiettivo da raggiungere è l’80%. La Sow ha menzionato i problemi maggiori a riguardo, che sono riassunti in: insufficienza di personale qualificato, insufficienza di equipes mediche, di materiale e di strutture adeguate, e l’insufficienza di mezzi logistici, lo scarso utilizzo di servizi sanitari per la riproduzione e lo scarso impiego di quei servizi del sistema referenziale e non referenziale. Le difficoltà inglobano la poca collaborazione delle comunità e dei leader nella elaborazione, nell’impiego di programmi sanitari di riproduzione, la mancanza di accesso ad alcuni servizi del SR. In vista di rimediare a questa situazione, Sow, ha fatto una panoplia di raccomandazioni, dovute al rinforzo delle coperture sanitarie delle popolazioni, all’incremento del personale e al miglioramento dei multi settori, attraverso consolidate capacità tecniche, per una continua informazione, la supervisione degli ICP e delle donne inserite come personale addetto. Inoltre, bisogna a tal proposito, rendere più disponibile la logistica, rafforzare l’offerta dei servizi SR mediante le strategie avanzate e migliorare i campi materni e infantili.

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2 thoughts on “Sabrina Carbone: Tambacounda

  1. Colin novembre 20, 2012 / 1:15 pm

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