Gli Stati Uniti dopo l’insuccesso del WadeRider seguitano ad investire nel programma ipersonico

Sabrina Carbone

ImmagineFine del viaggio più rapido del previsto del Wave Rider, il congegno ipersonico americano che ha fallito il suo test martedì 14 agosto 2012. Lanciato alle ore 11:36,(19:36 ora locale), dalla stazione di Point Mugu, nel sud della California, il Wave Rider lungo 8 mt. chiamato X-51 è stato, come previsto, spinto da un motore impiegato generalmente sui missili. Ma a causa del guasto di un empennaggio, una superficie che assicura la stabilità del missile, il Wave Rider è decollato solo per 16 secondi, rispetto ai cinque minuti previsti inizialmente.
Il primo reattore doveva spingere l’X-51 a mach 4,5,(più di 5000 km/h), per 30 secondi, quindi attivare il super autoreattore, un sistema a propulsione capace di funzionare ad alta quota. I modelli “classici” degli statoreattori sono limitati dall’alta quota, che impedisce la buona combustione del carburante. Il modello usato per il  X-51 permette di arrivare a 21 000 metri di altezza e a una velocità mach 6, (sei volte la velocità del suono), ma il tentativo di prova è fallito prima. “I fatti dimostrano che le condizioni erano collegate all’accensione del reattore, “siamo ottimisti sulla riuscita del collaudo” confida Charlie Brink, direttore del programma. Non è il primo tentativo che l’X-51 fallisce, a maggio 2010, un’altra prova di lancio era stata interrotta solo dopo tre minuti. Il risultato, in 20 anni di investimenti, costati al Pentagono 300 milioni di dollari, secondo Wires questo nuovo insuccesso è una delusione per lo staff del progetto, ma, precisa Xavier Pasco, studioso presso la Fondazione per la ricerca strategica, bisogna aspettare i risultati completi sul test, i parametri positivi possono finalmente venire alla luce. Secondo il ricercatore, il cattivo esito del lancio non mette in discussione il programma americano. Ciò fa parte, precisa, “della campagna di test, del funzionamento classico della ricerca e dello sviluppo”. In compenso, in autunno, le spese autorizzate nel 2013, possono rimettere in discussione il programma, ma con scarsa una probabilità, perchè gli Stati Uniti, investono a lungo termine, ciò significa continuare un progetto remoto del Pentagono” nota lo scienziato. Dopo il 1980, gli Stati Uniti hanno continuato a investire sull’ipersonico per la ricerca e lo sviluppo, pilotato dalla NASA e dal Pentagono. Il loro scopo? Creare un missile ipersonico. “Questa tecnologia ha una incidenza più militare che civile”, afferma Xavier Pasco, “il missile ipersonico permette un impiego più accorto del missile inter-balistico che deve essere pilotato e manovrato”. “Il progetto Wave-Rider incluso nel programma “Prompt Global Strike (azione mondiale immediata) evocato per la prima volta dal Governo Bush nel 2011, mira a sviluppare una capacità di azione in tempi molto brevi su obiettivi lontani. “Il missile ipersonico permette agli Stati Uniti di scagliare bombe su obiettivi precisi in poco tempo, è una forma di dissuasione non nucleare” spiega Xavier Pasco. Il missile può essere realizzato da qui a qualche anno, se gli studiosi riescono a rimediare ai problemi attuali, pronostica il ricercatore. Per il trasporto civile in aerei ipersonici, bisogna pazientare un pò di più. Anche se la “versione del Wave Rider per il trasporto dei carichi e non delle persone può avere la luce verde  in tempi brevi” precisa Xavier Pasco. Una maggiore pazienza richiede, l’altro sogno ipersonico americano: l’aereo spaziale, un nuovo mezzo per accedere nello spazio, alimentato da un turboreattore, uno statoreattore e un motore a razzo

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