Il Kosovo non è più sotto sorveglianza internazionale

Sabrina Carbone

Quattro anni dopo la sua dichiarazione d’indipendenza, il Kosovo celebra la dissoluzione del Gruppo internazionale di orientamento nel Kosovo, che ha supervisionato il giovane paese. Una tappa verso un riconoscimento internazionale incontestato? Per i responsabili politici del Kosovo, questo 10 settembre 2012 non è nè più nè meno che “la data più importante dopo la proclamazione dell’indipendenza”. Quattro anni dopo il 17 febbraio del 2008, Pristina celebra in effetti la dissoluzione del Gruppo internazionale del Kosovo (ISG,International Steering Group). Per i diplomatici di questo gruppo, questa tappa significa di conseguenza l’accesso ufficiale dell’ex provincia della Serbia alla “piena sovranità”. Fuori dal paese, la fine di questa missione di sorveglianza internazionale è stata anche salutata dal Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che ha qualificato tutto ciò una “tappa storica”. Il ISG ha supervisionato il Kosovo che oggi è diventato uno Stato a pieno titolo, ma che per 90 anni nel mondo è stato riconosciuto come un paese. Questa istituzione raggruppa i rappresentanti di 25 Stati che hanno sostenuto questa indipendenza, tra i quali sono compresi gli Stati Uniti, i membri dell’Unione europea e anche la Turchia. La sua creazione era stata prevista nel piano elaborato dai mediatori delle NU, dal Finlandese Martti Ahtisaari, all’indomani dei raids aerei della Otan nella primavera del 1999, quando la forza internazionale aveva messo fine alla repressione della guerriglia kosovara albanese grazie alle forze armate di Belgrado. A Pristina, il ISG aveva il potere d’imporre le leggi o di sancire i responsabili governativi. Tuttavia alcune decisioni della sorte non sono state prese durante questi quattro anni di esistenza.

Un simbolo prima di tutto

Gli osservatori della regione si sono interrogati sull’utilità di questa missione. “Il ISG aveva come obiettivo l’integrazione della minoranza serba del Kosovo o meglio ancora sviluppare il riconoscimento del paese all’internazionale”, ha ricordato Jean-Arnault Dérens, redattore capo del Corriere dei Balcani. “Adesso, il Nord del paese (dove vive la maggior parte dei serbi, NDLR), che non è mai stato così vicino alla secessione o al riconoscimento internazionale,resta incompleto: Il Kosovo non è mai stato rappresentato alle NU, e i cinque membri dell’Unione europea (la Spagna, il Portogallo, la Romania, la Slovacchia e la Grecia, il NDRL) rifiutano,di considerarlo uno Stato ,come tale è. Porto un primo esempio:dei Giochi Olimpici, non c’era una delegazione kosovara” sottolinea Dérens. In pratica, il ISG rappresenta solo una parte della rappresentanza internazionale sul posto. La Missione di amministrazione interinale delle Nazioni Unite (Minuk) resta per esempio sempre dispiegata. Le forze della Otan, il Kfor, fanno appello a ulteriori sforzi di fronte alla instabilità che regna nel nord del paese. La missione Eulex dell’Unione europea, che apporta il suo sostegno ai servizi della polizia e della giustizia del Kosovo, sta per essere prorogata per due anni. In questo contesto,la fine del ISG assomiglia più a un simbolo che a un reale possesso del loro destino da parte dei Kosovari. Anche il sottosegretario aggiunto del dipartimento di Stato americano, Philip Reeker, ha ammesso che: “c’è un cammino da percorrere, ma c’è ancora molto da fare” ha affermato il sottosegretario durante i festeggiamenti organizzati a Pristina.

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...