Il primo volo nello spazio di una donna: Valentina Tereshkova

Sabrina Carbone

ImmagineValentina Tereshkova, è stata la prima donna astronauta che per tre giorni ha orbitato nello spazio. Suo padre era un soldato morto nella Guerra Fredda scoppiata tra l’URSS e la Finlandia tra il 1939 e il 1940, mentre sua madre era una operaia di una fabbrica tessile della piccola città di Maslennikovo dove lavorava molto per mantenere i suoi tre figli. Valentina nata nel 1937, aveva intrapreso l’iter scolastico all’età di otto anni, ma a nove anni aveva già abbandonato la scuola per lavorare nella fabbrica tessile e aiutare in casa. Studiava tra le mura domestiche per corrispondenza e aveva imparato ad usare il paracadute nel Club dell’Aviazione della sua città, associato al DOSAAF, la forza paramilitare composta dai volontari che preparava i giovani sovietici a collaborare con l’Esercito, in situazioni di emergenza. Valentina aveva deciso di aderire alla Giovane lega Comunista e partecipare attivamente. Dopo aver mandato il primo uomo nello spazio(Yuri Gagarin 1961), l’Unione Sovietica pensava che per vincere la battaglia contro gli Stati uniti, era necessario mandare anche una donna nello spazio e avevano impiegato due anni per scegliere la migliore. I requisiti erano ampli. Dal momento che era una missione politica e poichè le Vostok (Navi sovietiche) erano quasi del tutto automatizzate e l’unica cosa necessaria era un grande spirito comunista e saper usare il paracadute. Dopo due anni e grazie alla sua fantastica forma fisica e al suo dominio del paracadutismo e anche alla sua irremovibile fede sovietica, Valentina era rientrata tra le ultime tre finaliste, e era stata selezionata perchè non aveva una formazione culturale. L’altra candidata, Ponomaryova, era stata scelta per un altro volo molto più sofisticato che le autorità sovietiche, avevano intenzione di mettere in marcia non appena il Vostok-6 della Tereshkova veniva lanciato. Lo stesso Khruschchev aveva fatto la selezione finale. Valentina aveva tutte le caratteristiche della Nuova Donna Sovietica: una comunista convinta, operaia in una fabbrica tessile, figlia di un militare e di umili origini. E una “bella donna”. Al suo ritorno dallo spazio, le avevano chiesto cosa esigeva come premio per la sua impresa e lei aveva risposto che voleva sapere dove era morto suo padre per porre una targa in suo onore. Questo dettaglio spiega gran parte della ossessione con la causa sovietica, che da sempre aveva avuto Valentina. E a cagione di ciò aveva voluto commemorare la morte di suo padre ponendo sul luogo un simbolo. Nel 1963, sposa il cosmonauta, Andrian Nikolayev, e dalla loro unione nasce una figlia. Questo avvenimento aveva facilitato il suo ingresso nella Accademia Militare dell’Areonautica di Zhukovskiy, dove aveva conseguito la laurea nel 1969, diventando una eroina. Tuttavia, le cose non erano come sembravano, aveva avuto dei problemi durante il volo. Come testimonia la versione  degli scienziati sulla Terra la accusavano di instabilità emotiva e di incapacità di farsi carico della situazione. Mentre, Valentina confutava che era la nausea che aveva accusato nello spazio che le aveva impedito di adempiere ai suoi obblighi. Infatti,  la posizione della navicella durante il suo lancio nell’orbita era spostata di 90° in modo da poter mettere in funzione i razzi di emergenza se per qualsiasi motivo durante la navigazione nello spazio esterno c’era un segnale di pericolo. Ma questa inclinazione non era idonea per l’astronauta e con una punta di sdegno era riuscita a farsi correggere dalla Terra la curvatura. Ma non aveva potuto evitare le diffamazioni, le quali affermavano che era una ubriaca e che il suo obbligo era quello di operare per il bene dell’Unione Sovietica, invece di rendere la missione, a causa del suo carattere, pericolosa. Il massimo responsabile della missione spaziale appoggiava Valentina, e aveva espulso i diffamatori. Il suo matrimonio non era così idilliaco come voleva far credere la stampa sovietica. In realtà, non erano più innamorati. Lui era di origine turca, rude e troppo tradizionalista. La lasciava sola per andare con i suoi amici. Le autorità l’avevano convinta che era una famiglia modello rispetto alle famiglie sovietiche. Ma nel 1979 arriva la separazione. Valentina, lamentava che la carica politica era molto alta e che riceveva un salario di base dal centro cosmonautico. Ma non aveva abbandonato mai il suo lavoro. Valentina Tereshkova non tornerà mai più nello spazio come era sua intenzione. Fino all’età di 80 anni, aveva lavorato per il Partito comunista, ed era diventata Vicepresidente della Federazione Internazionale delle Donne, oltre ad altre cariche, onori e medaglie e il titolo di Eroe dell’Unione Sovietica e due medaglie dell’Ordine di Lenin e anche i vari riconoscimenti internazionali come la Medaglia d’Oro per la Pace delle Nazioni Unite. Ma nessuno di questi onori ha mai compensato l’infelicità e l’abuso di potere che aveva subito. Solo dopo la caduta dell’Unione Sovietica le donne russe hanno potuto volare nella stazione MIR e in quella ISS come membri regolari dell’equipaggio e non come oggetti di propaganda. In sostanza vengono prima le cause e poi le persone.

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