Teddy, il gladiatore di Auschwitz

Sabrina Carbone

Deportato nel 1940 come prigioniero politico,Tadeusz Pietrzykowski era sfuggito ai campi della morte grazie alla boxe. Tadeusz Pietrzykowski è stato un gladiatore dei tempi moderni. Nel 1940 praticava boxe su un ring per niente banale: il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Deportato nel giugno del 1940 insieme ad altri prigionieri politici polacchi,Teddy combatteva per sopravvivere. E’ morto nel 1991 all’età di 74 anni. Un libro recentemente edito in Polonia (Il Boxeur di Auschwitz,di Marta Bogacka), racconta la sua straordinaria storia. Quando i nazisti erano tediati dalla loro postura da soldati immobili, nella megalopoli di Auschwitz, per passare il tempo, organizzavano delle gare di boxe o anche delle partite di pallone sia nella Piazza chiamata Auschwitz che davanti alle camere a gas di Birkenau, in modo da rassicurare coloro che entravano nell’inferno, spiega Adam Cyra, storico del Museo di Auschwitz-Birkenau. I prigionieri che combattevano tra di loro o anche contro i kapos, erano reclutati dai guardiani come un diritto comune. All’inizio, questi combattimenti erano stati improvvisati su un campo di terra battuta e a mani nude, ma poi erano diventati sempre più organizzati. I tedeschi, avevano costruito un vero ring, e procurato dei guanti da boxeurs, e avevano fatto appello a degli arbitri professionisti e aperto le scommesse. Come ricompensa, una fetta di pane e un pezzo di burro. Fin dall’arrivo dei convogli dei deportati, selezionavano dei professionisti, come Teddy, peso piuma nel club di Varsavia Legia. Il giovane aveva combattuto in totale una quarantina di match ad Auschwitz e altri venti nel campo di Neuengamme, a nord della Germania, dove era stato trasferito nel 1943. Nel corso del primo match, nel marzo del 1941, Teddy affronta un capo tedesco. Dopo otto mesi di lavoro estenuante e di malnutrizione, Teddy pesava solo 45 chili, il suo avversario,Tadeusz Sobolewicz almeno 70 chili, anche lui deportato. Chi aveva assistito al match ricorda che “Teddy era più piccolo, ma molto agile e veloce. Aveva un modo di attaccare straordinario, mirava dritto nello stomaco e sapeva schivare i colpi”. Teddy aveva vinto quel combattimento, e gli era stato dato di diritto un pezzo di pane e un pezzo di margarina. Il più celebre dei suoi combattimenti lo opponeva a Schally Hottenach, un boxeur tedesco che pesava 96 chili. Teddy aveva battuto questo Golia per un knockout alla seconda ripresa. L’episodio è stato mandato in onda in televisione dal regista slovacco Peter Solan, (Il boxeur e la morte). Tadeusz Pietrzykowski sopravvissuto ai campi della morte è morto a Bielsko-Biala, nel sud della Polonia lasciando ai suoi compatrioti l’immagine di un eroe.

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