Nord-Malì – Sono molteplici le accuse di abuso contro l’Esercito del Malì

Sabrina carbone

024012013092443000000armemaliokexacDue organizzazioni che difendono i diritti umani hanno richiesto l’apertura di una inchiesta sugli abusi che i soldati del Mali hanno commesso nel centro del Paese, soprattutto a Sevare, Mopti e Niono. Parigi e Bamako hanno preso seriamente questa questione, mentre le truppe africane cominciano a spiegarsi nel Paese. Le gravi violazioni dei diritti umani possono essere poste nel contesto della riconquista del Nord del Malì? Intanto a cagione di ciò, la Federazione Internazionale dei Diritti Umani (FIDH), il 23 gennaio, cioè tredici giorni dopo l’inizio dell’intervento francese, ha accusato i soldati dell’Esercito del Malì di perpetrare “una serie di esecuzioni sommarie” nel centro e a ovest del Malì, e ha richiesto la creazione “immediata” di una Commissione indipendente d’inchiesta. Gli abusi sono stati commessi a Sévaré (a 650 km a nord est di Bamako), nel campo militare dell’Esercito del Malì. Almeno 11 persone sono state giustiziate nei pressi della stazione degli autobus, vicino l’ospedale, ha riferito la ONG dopo aver esaminato la situazione per diversi giorni. “Grazie alla testimonianza proveniente da fonti locali siamo riusciti a risalire alle identità delle undici vittime”, ha riferito Florent Geel, responsabile FIDH Africa, attualmente in Malì. Nella regione di Niono, due Tuareg originari del Malì sono stati giustiziati dai soldati del Malì, ha continuato la FIDH, che ha anche riferito “informazioni credibili su una dozzina di casi di esecuzioni a Sévaré e in altre zone dove i corpi sono stati sepolti in fretta, nei pozzi”. Da parte sua, l’organizzazione non governativa Human Rights Watch (HRW) ha reso noto di aver aperto una inchiesta, ” sui gravi abusi che coinvolgono i membri dell’esercito del Malì,” dopo aver richiesto l’invio degli osservatori delle Nazioni Unite.

Presi di mira gli Arabi e i Tuareg

Queste violazioni dei diritti umani colpiscono principalmente la maggioranza Araba e i Tuareg che hanno un alta presenza nei gruppi islamisti. Se gli abusi continueranno a lievitare, questi potranno impedire all’Esercito di riconquistare il Nord e ottenere informazioni vitali dalle popolazioni locali sulla posizione degli jihadisti, per non parlare anche della loro partecipazione al peggioramento della situazione umanitaria, incoraggiando l’aumento del numero degli sfollati interni. La questione è così importante per l’immagine dell’Esercito francese e per l’efficacia dell’intervento che il Ministro della Difesa, Jean-Yves Le Drian, ha esortato la leadership dell’Esercito del Malì a essere “estremamente vigili” contro il rischio di abusi perché “è in gioco il loro onore”. E il suo omologo degli Esteri, Laurent Fabius, ha sottolineato, dal suo canto, che non è possibile “accettare le violazioni dei diritti umani”. Fabius ha informato, nel corso di una audizione tenuta presso l’Assemblea Nazionale, che ha parlato di questi problemi con il Primo Ministro del Malì, Diango Cissoko, nel corso di un colloquio telefonico, e il Presidente del Malì, Dioncounda Traore, ha riferito di aver messo in guardia le truppe del Malì, questo fine settimana. I Tuareg “sono nostri amici, ad eccezione di quelli che sono stati reclutati dai gruppi terroristici che noi condanniamo totalmente”, ha sottolineato il Ministro. Il capo di Stato maggiore dell’Esercito del Mali ha intanto promesso, che “Ogni soldato che commetterà degli abusi contro la popolazione civile sarà immediatamente portato nel campo e processato da un Tribunale militare”, mettendo particolarmente in guardia sugli attentati contro le “pelli bianche” degli Arabi e dei Tuareg in Malì. Inoltre, le forze africane che sono riunite a Bamako hanno cominciato a spiegarsi e a spostarsi verso il centro del Malì, ha riferito Paris. “Sono già arrivate le forze a Bamako, e un certo numero di forze hanno già iniziato a salire verso le città intermedie (il centro)”, ha spiegato Fabius. A Bamako, “160 soldati sono arrivati ​​a Burkina Faso Markala (a 270 km a nord di Bamako) per dare il cambio ai Francesi” che detengono un ponte strategico sul fiume Niger, ha rivelato una fonte del Ministero della Difesa del Malì. L’informatore inoltre ha informato che, “sono state già installate queste forze, e che potranno in seguito andare a Niono Diabali, dove i francesi, e gli africani sono già sul posto”, ha concluso.

Nascita di MIA, dissente Ansar Eddine

La guerra dissente Ansar Eddine. I membri del movimento islamico e i Tuareg, che controllano militarmente e politicamente due regioni su tre del nord del Malì (Timbuktu e Kidal), hanno annunciato, Mercoledì 23 gennaio, in un comunicato, di essere dissidenti. Guidati dal figlio Alghabass Ag Intalla degli Ifoghas che sono i principali influenti, i ribelli hanno creato la loro fazione, chiamata il Movimento Islamico Azawad (MIA). Questi chiedono la cessazione delle ostilità nelle regioni di Kidal e Menaka, e sono pronti a combattere contro Ansar Eddine. Inoltre Alghabass Intalla Ag, che rappresenta il movimento islamista ha aperto delle trattative a Ouagadougou, con Mohamed Ag Arib, ex portavoce di Ansar Eddine, e alcuni dissidenti del partito.

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