BURKINA FASO – IL DIALOGO POLITICO AL LIMITE DEI CANONI

Sabrina carbone

00231209-3368a787040e79c31cd90b73e0f18c58-arc614x376-w614-us1Il Presidente di Burkina Faso, Blaise Compaoré, ha ricevuto nella tarda serata di mercoledì, 23 gennaio, il Ministro delegato allo Sviluppo presso il Ministero francese degli Affari esteri, Pascal Canfin. I funzionari hanno discusso della situazione in Malì, congiuntamente al commissario europeo della Cooperazione internazionale, per gli aiuti umanitari e per la gestione della crisi, Kristalina Georgieva. “Era mio desiderio, come anche del Ministro dello sviluppo francese, accompagnare il commissario europeo per le questioni umanitarie, allo scopo di simbolizzare l’azione francese che è stata integrata nella posta più larga dell’azione europea, soprattutto nei soggetti umanitari e nello sviluppo i quali, prenderanno sempre più posto quando la questione militare sarà risolta. Questa è l’affermazione confermata dal Ministro delegato allo sviluppo, che ha parlato subito dopo il Ministro degli Affari esteri francese, Pascal Canfin. Quest’ultimo ha sottolineato che la Francia ha dovuto agire con urgenza per salvare Bamako. Canfin ha elogiato l’assunzione delle truppe burkiniane che sono spiegate nel quadro della Missione internazionale di sostegno in Malì (MISMA). Insieme al Presidente di Faso, Blaise Compaoré, hanno ricordato le questioni legate al dialogo politico. Come ha affermato il Ministro francese “La mediazione della CEDEAO assumerà necessariamente forme nuove dal momento che la situazione è cambiata”. Allo scopo di assicurare la durata della stabilità, bisogna estendere l’intervento militare che è in corso” ha aggiunto. “Bisogna ottenere la pace, al di là dell’intervento militare della Francia, avere degli interlocutori riuniti attorno a una tavola rotonda e una negoziazione politica. Bisogna sviluppare, mettere in atto, rafforzare le politiche di sviluppo economico”, perchè accanto al dialogo politico c’è lo sviluppo economico che permette al Malì di assicurare la durata della stabilità”. Riprendendo il proposito del Primo Ministro francese, Jean marc Ayrault, questi ha sottolineato che l’equazione della Francia in questo intervento, è: “nessun sviluppo senza sicurezza, nessuna sicurezza senza sviluppo”. E’ per questo motivo che la Francia è impegnata con i suoi partner europei, nell’insieme delle dimensioni, a “assicurare ancora una volta, la stabilità e l’integrità del Malì”. Il Ministro Pascal Canfin ha insistito sulla necessità del dialogo politico, con la società del Malì e con le sue autorità politiche. Una mediazione esterna potrà aiutare la riuscita. “E’ questo l’oggetto della Missione affidata al Presidente Blaise Compaoré. Sono in corso delle consultazioni sulle forme precise che potranno essere adottate in questo dialogo, in funzione delle aspettative dei vari attori del Malì”, ha affermato in sostanza il membro del Governo francese. Questi ha rivelato che Parigi, prima di andare alle elezioni, ha insistito sulla necessità di un foglio di spedizione che offre le prime bozze di un calendario.

L’aiuto ai rifugiati del Mali

Il Commissario europeo, incaricato dalla Cooperazione internazionale, per gli aiuti umanitari e la gestione della crisi, Kristalina Georgieva, ha espresso la sua riconoscenza a Burkina per aver mantenuto le sue frontiere aperte e per aver accolto i rifugiati del Malì. Burkina è nella regione per la seconda volta in meno di sei settimane perchè, secondo i termini, il Malì è stato colpito da tre crisi successive: quella alimentare, la instabilità politica e in seguito l’intensificazione dei combattimenti. “A causa dei rapporti che evocano la possibilità dei combattimenti inter-etnici e di estorsione nelle rappresaglie, siamo molto preoccupati” ha precisato. Gli aiuti umanitari sono organizzati per un afflusso molto massivo dei rifugiati. “Già a dicembre del 2012, noi abbiamo elargito 20 milioni di euro destinati agli aiuti supplementari umanitari per il Malì, oltre ai 78 milioni di euro che noi abbiamo messo a disposizione nel 2012 in termini di aiuti umanitari sempre per questo Stato. Adesso devolviamo altri 20 milioni di euro per aiutare la popolazione. E noi continuiamo a fare il necessario”, ha sostenuto il commissario europeo. Inoltre, la missione di formazione europea per l’armata del Mali che sta per entrare in azione, intende mostrare non solo come combattere, ma anche come proteggere le popolazioni civili, ha concluso Kristalina Georgieva.

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