Malì – L’armata del Malì giustizia 13 presunti partigiani islamisti

31 gennaio 2013

Sabrina Carbone

ImmagineIl Governo e le forze internazionali devono impedire queste atrocità. Nel mese di gennaio 2013, le forze ribelli del Malì hanno giustiziato almeno 13 presunti partigiani islamisti e hanno fatto sparire con la forza altri cinque uomini dalle città presidiate di Sévaré e di Konna, ha dichiarato Human Rights Watch. I gruppi armati del Mali a Konna hanno ucciso almeno sette soldati islamisti, dei quali cinque sono rimasti feriti, e hanno usato dei bambini come soldati nei loro combattimenti. Nonostante le forze del Malì avevano arrestato, ucciso gli uomini e gettato pubblicamente i loro corpi nei pozzi, i responsabili militari e la gendarmeria con un tocco di omertà hanno smentito di essere al corrente dell’accaduto. Le autorità del Malì devono aprire una inchiesta immediatamente sulle presunte esecuzioni e portare davanti alla giustizia gli autori del misfatto, ha continuato HRW. “Le autorità del Malì hanno chiuso gli occhi su questi crimini molto preoccupanti” ha indicato Corinne Dufka ricercatrice senior nell’Africa dell’Ovest per HRW. “Il Governo del Malì deve prendere delle misure immediate per aprire una indagine su questi abusi e condannare i responsabili, indipendentemente dallo strato etnico a cui appartengono”. Gli abusi perpetrati dall’armata del Malì hanno avuto luogo durante l’offensiva dei ribelli islamisti contro la città di Konna, a 65 chilometri a nord di Sévaré, iniziati il 9 gennaio. Alcuni testimoni hanno descritto per HRW di aver visto dei soldati presso una stazione di autobus di Sévaré interpellare e arrestare i passeggeri che viaggiavano sopra un autobus perchè sospetti di associazione con i gruppi ribelli islamisti. La causa di tutto ciò è stata che i giustiziati non avevano presentato la loro carta d’identità e i soldati hanno interpretato questo fatto come una prova che questi uomini non erano di origine del Malì o della regione ma erano probabilmente dei partigiani islamisti armati. I testimoni hanno anche raccontato che i detenuti prima di essere portati via, hanno cercato tra la folla persone che potevano rispondere su di loro confermare la loro identità. Tuttavia sono stati condotti in auto o a piedi nei campi vicini, dove sono stati giustiziati e i loro corpi sono stati buttati in quattro pozzi. Human Rights Watch ha rilevato delle tracce nette di sangue intorno ad ogni pozzo, in uno dei pozzi almeno tre corpi erano ben visibili. Gli uomini uccisi appartenevano, la maggior parte, al gruppo etnico peuhl, che secondo l’armata è legato ai gruppi islamisti che hanno attaccato Konna.

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