Congo-Kinshasa – Human Right Wach accusa l’Esercito e M23 di crimini di guerra

06/02/2013

Sabrina Carbone

00231178-41041d902ae01d39a9b9fcf89bc2276b-arc614x376-w290-us1I ribelli del M23 e i militari dell’Esercito congolese hanno violentato dozzine di donne e commesso altri crimini di guerra durante l’occupazione della città di Goma a novembre del 2012, ha dichiarato Human Right Watch(HRW) in un comunicato pubblicato martedì, 5 febbraio, a Goma nel Nord-Kivu. Per questo motivo ONG, in risposta alla crisi nell’Est del paese e in proiezione della ribellione del M23 dopo il mese di maggio del 2012 ha posto l’accento sulla giustizia per garantire la fine reale delle impunità. HRW afferma di aver documentato almeno 24 casi di esecuzioni sommarie commesse dai combattenti del M23 durante l’occupazione di Goma avvenuta tra il 20 novembre e il 1 dicembre del 2012. Tutte le vittime, salvo tre, erano civili, come informa la stessa fonte. Questa ONG a difesa dei diritti dell’uomo ha indicato anche di avere documentato almeno 66 casi di violenza femminile e di giovani ragazze violentate dai militari dell’Esercito congolese (FARDC). I fatti sono avvenuti tra il 20 e il 30 novembre del 2012 a Minova e nelle località di Bwisha, Buganga, Mubimbi, Kishinji, Katolo, Ruchunda e Kalungu. Tra le vittime, sono presenti donne di sessant’anni e giovani donne di appena tredici anni, ha precisato HRW. Carina Tersakian, responsabile di Human Right Watch per la regione dei Grandi Laghi, ha deplorato l’impunità della quale godono gli autori di queste atrocità. “A nostro avviso, uno dei problemi principali che continuano ad alimentare queste violenze nell’Est del Congo, è quello dell’impunità. In primo luogo, chiediamo ai dirigenti del M23 e alle autorità congolesi sia militari che giudiziare di condurre delle inchieste approfondite su questi presunti crimini e di fermare e giustiziare i responsabili”. Secondo ONG, le trattative che hanno avuto luogo attualmente tra il Governo congolese e i ribelli del M23 dovranno integrare la questione delle azioni giudiziare contro gli autori dei crimini di guerra. “Chiediamo loro di fare tutto il possibile per assicurare che emerga un accordo da questi negoziati ( per quanto possibile), prevedere che i responsabili dei gravi crimini di guerra vengano condannati e soprattutto che i capi dei ribelli che sono stati coinvolti in questi crimini di guerra gravi non siano più ricompensati o serviti all’interno dell’armata” ha concluso Carina Tertsakian

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