Castelli patria della maiolica

Cari lettori, molti di voi, osservando le Maioliche d’arte ceramica di mio padre Benito, mi hanno scritto di comporre un articolo su Borgo medievale di Castelli tracciando una linea a livello etimologico, storico, geografico.
Origine del nome
Castelli è inclusa in una vasta contrada che confina a mezzogiorno con la catena del Gran Sasso, a levante con alcune colline elevate, la più alta delle quali viene denominata “Monte Chiove” Monte Giove, a ponente con un contrafforte del Gran Sasso, e a settentrione con la sponda destra del fiume Mavone, questa è la Valle Siciliana. E’ difficile poter stabilire con esattezza l’origine di tale denominazione . Aggiungerò che anche in altre contrade c’è il nome Sicilia e ciò è in relazione con il concetto, sostenuto da molti storici, dell’antica permanenza nel nostro Abruzzo, di un popolo Siculo prima di passare in Sicilia da cui trasse il suo nome. La Valle Siciliana è stata la sede di una fiorente civiltà, la quale brillava dei suoi più vivi bagliori nel Medioevo . Una delle gemme più fulgide della Valle Siciliana era Castelli, matrice di tanta nostra gloria. Le origini si perdono nel buio dei secoli, sappiamo solo che, in tempi remoti, il paese non era posto nel luogo attuale ma esistevano diversi aggruppamenti fortificati, o castelli, che in tal modo venivano chiamati. L’epoca in cui sorsero gli antichi gruppi di case, predisposte a difesa , può essere fissata intorno all’undicesimo secolo. In seguito ossequienti ad un principio di comune sicurezza, contro le scorrerie di barbari invasori, di predoni assetati di rapina, gli abitanti decisero di riunirsi e di raggruppare i loro ‘Castelli’ in un unico luogo: vis unita fortior. E scelsero il sito ove attualmente sorge il rinomato paesello, che per antonomasia è stato chiamato ‘Li Castelli’.
STORIA
Crollato l’Impero Romano era iniziata l’epoca delle invasioni barbariche recando danni alle popolazioni tranquille residenziali. In quell’epoca i Castellani, che erano divisi in vari Castelli, come quello del Conte di Befaro, dei duchi di Acquaviva, i conti di Paleara e altri, i quali sentendosi in pericolo e così sparpagliati si sentivano insicuri e poco forti per resistere alla turba dei tristi, si riunirono a consiglio e stabilirono di formare, dai diversi castelli un solo paese ‘Castelli’. Oltre ai chiari uomini di valore letterario, politico e artistico e ai grandi Santi che permanevano nella nostra terra, vanno ricordati vari Papi, ai quali diede i natali la Valle Siciliana, e cioè S. Agatone, S. Leone II, S. Stefano III. Nella cultura delle arti e delle lettere, gran parte avevano avuto i molti signori che al tempo dell’invasione dei Saraceni si erano arroccati presso quei monti, e i monaci benedettini quivi stabiliti nel nostro cenobio, i quali fra le dense tenebre erano dediti, fin dal primo sorgere della nostra terra, a conservare e a sviluppare il tesoro letterario e artistico. La famiglia dei Conti di Paleara, che tanto lustro aveva dato alla zona con S. Berardo, S. Colomba e con il Vescovo Oderisio I, si era estinta con la nascita dell’unica figlia Tommasa, figlia di Gualtiero, che pur conservando il titolo comitale, aveva avuto una sola figlia dal matrimonio con il Conte Do Sulliaco, Maria, che con il suo matrimonio con Napoleone Orsini, aveva estinto la stirpe dei Paleara. Il matrimonio con Napoleone Orsino o Ursino, veniva celebrato nel 1340 e in quella data gli Orsini avevano assunto il titolo di Conti di Paleara. Gli Orsini erano stati presto spogliati di tutti gli Stati per aver preso le armi contro Ladislao che, vittorioso aveva concesso il dominio di Castelli a Francesco Riccardi di Ortona, ma nel 1419, tale dominio era stato confermato in possesso della Regina Giovanna II. Il possesso comprendeva i Catra Forchiae, Tossiciae, Insulae, Castellorum, Querqueti, dove Castellorum è il nome proprio della terra di Castelli, tanto rinomata per le fabbriche di maiolica. Meglio precisate le località sono: Forca di Valle, Isola, Castelli, Roccafinadamo, Villa Bacucco, Bifari (Befaro fraz. di Castelli) e Leognano. Tutti paesi che, per così dire, circondano e identificano Pagliara, già Palla Aurea. Dal Riccardi la Signoria di Castelli era passata a Antonello de Petuntiis di Anversa, senza avvenimento di risalto. In un secondo momento era tornata nelle mani degli Orsini fino al 1524, anno in cui il Re di Francia aveva mandato il suo Esercito alla conquista del Regno di Napoli, e Camillo Pardo Orsini, giudicando inutile il resistergli, di sua volontà rinunciava al dominio della Valle Siciliana davanti all’ambasciatore di Carlo V, presso la corte di Roma. Rimaste vittoriose le armi dell’Imperatore, questi per rimeritare i servizi avuti dal suo capitano Ferrante Alarçon y Mendoza, nel 1526 gli concedeva la Signoria e il titolo di Marchese della Valle Siciliana.
GEOGRAFIA
Nulla conosciamo sulle primitive vicende del paese così creato, solo a distanza di molti secoli, possiamo arguire che indubbiamente i suoi abitanti dovevano sentirsi molto più a loro agio e più sicuri dai loro nemici, dal momento che contro di loro erano difesi , per due lati da alte rupi, che scendevano a picco e da due fiumi il Rio Pidocchio e il Leomogna, il cui nome deriva dall’antico Lucumonia che ricorda che presso Castelli c’era una vestusissima sede di un Lucumone cioè uno dei dodici principi che erano a capo di una città della confederazione etrusca (dedearchia etrusca). Fra i detti Lucumoni che amministravano le cariche politiche e sacerdotali, venivano scelti i re, i quali dominarono lungamente raggiungendo l’apogeo del loro imperio nei due primi secoli di Roma, fino a quando le guerre con i romani segnarono la fine della loro potenza. Castelli, ha una superficie di 49,7 chilometri quadrati. Altezza sul livello del mare: 497 metri. Altezza minima: 289 metri. Altezza massima: 2.561 metri. Escursione altimetrica: 2.272 metri. Anord confina con il Gran Sasso d’italia, la catena montuosa più alta degli Appennini continentali, situata nell’Appenino centrale. Da un punto di vista geomorfologico, il Gran Sasso è un massiccio di origine sedimentaria costituito da calcari, dolomia, generalmente compatti, e marne. Castelli è anche circondata dai famosi “Calanchi” che sono un fenomeno geomorfologico di erosione del terreno che si produce per l’effetto di dilavamento delle acque su rocce argillose degradate, con scarsa copertura vegetale e quindi poco protette dal ruscellamento.
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