Africa NU: Adozione di una risoluzione sulle mutilazioni genitali femminili

Sabrina Carbone

00230803-a70f40c9b95798e34742053f9431048e-arc614x376-w290-us1Alla sessantesima seduta della 60.ma sessione, dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite tenuta, il 20 dicembre del 2012, è stata adottata per la prima volta e all’unanimità, una risoluzione sulle mutilazioni dei genitali femminili dal titolo: “Intensificazione dell’azione mondiale che mira a eliminare le mutilazioni dei genitali femminili” e il progetto è stato presentato a Burkina Faso in nome del gruppo Africano. Per questa risoluzione, che è stata condivisa da più di due terzi dei suoi membri, l’Assemblea generale ha esortato gli Stati a condannare tutte le pratiche nocive per le donne e le giovani donne, in particolare le mutilazioni dei genitali femminili, siano esse praticate o no in un centro medico. La richiesta agli Stati che hanno preso tutte le misure necessarie per preservare le donne e le giovani donne da queste pratiche, promulga e applica le leggi in vigore contro questa forma di violenza. L’Assemblea generale ha incitato anche, gli Stati a fornire le adeguate protezioni e a assistere le donne e le giovani donne che hanno subito o che rischiano di subire la mutilazione di genitali, e a applicare le sanzioni potenziando i programmi d’informazione, di sensibilizzazione, di educazione scolastica e non, a promuovere la partecipazione diretta delle ragazze e dei ragazzi, allo scopo di associare le azioni di prevenzione e di eliminazione delle pratiche tradizionali nocive, in particolare le mutilazioni dei genitali femminili. L’Assemblea generale invita, inoltre, gli Stati, gli organi delle Nazioni Unite, la società civile e tutti gli attori a celebrare la Giornata mondiale della tolleranza zero verso le mutilazioni dei genitali femminili il 6 febbraio e a utilizzare questa giornata per promuovere le azioni di lotta contro i flagelli e prega il Segretario generale delle Nazioni Unite di presentare, alla sessantanovesima sessione, un rapporto pluridisciplinare approfondito sulle cause profonde della pratica delle mutilazioni dei genitali femminili e i dei suoi fattori, e a dare il suo contributo, la sua prevalenza nel mondo e a testimoniare le conseguenze arrecate alle donne e alle giovani donne. Prendendo la parola davanti all’Assemblea, dopo l’adozione della risoluzione, il Rappresentante Permanente di Burkina Faso, l’ambasciatore Der Kogda, ha indicato che la risoluzione costituisce non solo un messaggio politico forte che impegna l’insieme delle comunità internazionali, ma è allo stesso tempo un messaggio di speranza per milioni di ragazze e di donne che rischiano ogni anno di subire questa pratica discriminatoria che dimora sempre nel tabù, in nome della tradizione e falsamente della religione.

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