L’OMS lancia una allerta, pericolo dei composti di uso quotidiano

Sabrina Carbone

1361307681_575897_1361311165_noticia_normalI distruttori endocrini sono alcuni composti chimici capaci di simulare il comportamento degli ormoni. Tra questi sono presenti gli acidi ftalici, che sono impiegati nell’industria come emollienti della plastica, il benzofenone che è rinvenuto tra i filtri ultravioletti delle creme solari, i parabeni, usati per estendere la caducità dei prodotti cosmetici come gli shampoo, o il bisfenolo A (BPA) presente nella plastica (policarbonato e resine epossidiche). Negli ultimi anni, queste sostanze sono state l’oggetto di una attenzione crescente per determinare i loro effetti nelle varie malattie, specialmente quelle collegate ai problemi metabolici. Il programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), e la Organizzazione Mondiale della Sanità hanno annunciato il contenuto di una informativa rilasciata dagli specialisti per valutare le evidenze scientifiche in rapporto agli effetti di queste sostanze. Una delle sue principali conclusioni è stata che questi composti chimici sono una “minaccia globale” dalla quale dipendiamo. Il documento annota l’esistenza di circa 800 componenti che causano o c’è il sospetto che possono produrre alterazioni nella regolazione ormonale. Solo una “piccola frazione” di questi, avvertono gli investigatori, sono stati analizzati per comprovare gli effetti che provocano nella salute delle persone. Nel 2002 è stato elaborato un rapporto simile a quello sopra citato. Allora, non era stato possibile andare oltre la ” debole evidenza” che esistevano questi effetti e dai quali la salute era stata affetta negativamente a causa della esposizione ai distruttori endocrini. Dieci anni dopo, i risultati sono radicalmente distinti. Gli analisti pianificano apertamente che sono emersi nuovi indizi i quali vincolano questi componenti chimici apportando problemi riproduttivi (ossia l’infertilità, i tumori o le malformazioni), o hanno effetti sulla tiroide, sul funzionamento cerebrale, l’obesità e il metabolismo. L’attività distruttrice, insistono gli analisti, non risiede solo nell’alterare i meccanismi di azione degli estrogeni e degli androgeni o l’attività della tiroide. Per questo motivo, gli specialisti convocati dall’OMS e dalle Nazioni Unite progettano l’insorgere di possibili vincoli con problemi riproduttivi maschili o femminili (non solo negli esseri umani, ma anche in quelli che vincolano le cadute demografiche delle specie animali). Gli analisti alludono anche alle alterazioni rapportate con lo sviluppo neuronale, (scompensi immunitari o metabolici), incluso i tumori causati da alterazioni ormonali, malgrado la disinformazione che, indicano, esiste sull’origine di queste neoplasie. Previ lavori: Già è stato messo in evidenza che alcuni dei distruttori ormonali sono dietro i processi di accumulazione della quantità di grasso nel corpo.

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