Africa _ AIDS- Un lume di speranza in seguito alla guarigione di una bambina piccola

Sabrina Carbone

ImmagineIl 3 Marzo 2013, era stato annunciato negli Stati Uniti, questo primo caso di guarigione apparente di una bambina contaminata alla nascita dal virus HIV/AIDS, offre un lume di speranza per vincere questa infezione. Il virus dell’HIV è stato completamente sradicato nell’organismo della piccola, anche se rimane una piccola quantità dell’infezione che comunque il suo sistema immunitario può tranquillamente controllare senza trattamenti antivirali. E’ in questo modo che alcuni ricercatori descrivono la guarigione “funzionale” di una piccola bambina che è stata contaminata dalla madre la quale non è stata sottoposta a nessun tipo di trattamento. Alla nascita è stata subito messa nelle mani dei medici per delle cure appropriate, la bambina oggi all’età di due anni e mezzo, è stata capace qualche mese più tardi di abbandonare gli antivirali senza che il virus HIV torni a essere recidivo. Questo caso unico è stato presentato alla XX conferenza annuale sui retrovirus e le infezioni opportuniste (CROI), questo fine settimana ad Atalanta, negli Stati Uniti. L’unica guarigione completa e ufficiale riconosciuta al mondo al momento, è quella della americana Timothy Brown, una paziente di Berlino, che era stata dichiarata guarita in seguito a un trapianto del midollo osseo di un donatore che presentava una mutazione genetica rara che impediva al virus HIV di penetrare nelle cellule. Tra l’altro questo trapianto mirava a trattare una leucemia. La piccola, della quale è stato parlato ad Atalanta, è stata sottoposta a degli antivirali per 30 ore dopo la sua nascita, quello che viene fatto normalmente ai neonati per non incorrere nell’alto rischio della contaminazione. Questi trattamenti precoci spiegano la sua guarigione “funzionale” che ha bloccato la formazione delle riserve virali difficili da trattare, secondo i ricercatori. Le cellule contaminate “assopite” rilanciano l’infezione nella maggior parte delle persone sieropositive nel giro di qualche settimana, dopo l’arresto degli antivirali.

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