Africa – La FAO diffonde un appello volto a potenziare la risposta alla siccità, la “catastrofe naturale che compie maggiori danni”.

Sabrina Carbone

08/03/2013

ImmagineL’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) ha ricordato venerdì, 8 marzo 2013, che il fenomeno della siccità provoca più vittime e migrazioni delle popolazioni rispetto ai cicloni, alle inondazioni e ai terremoti che nell’insieme rappresentano le catastrofi naturali che creano i maggiori danni. Tuttavia, pochi Paesi sono dotati di politiche efficaci per la lotta contro questo flusso, spiega il Direttore generale della FAO, José Graziano da Silva, in un comunicato stampa: “L’aumento della frequenza e della intensità della siccità sotto l’effetto dei cambiamenti climatici cimenta delle conseguenze devastanti per la sicurezza alimentare, in particolare in quelle regioni del mondo che sono più vulnerabili”. “Per bloccare questa tendenza, dobbiamo sviluppare delle comunità che resistono alla siccità e che sono capaci di adattarsi a questo fenomeno. Non bisogna dunque accontentarsi di reagire prima di aver atteso l’arrivo delle piogge, ma privilegiare anche gli investimenti a lungo termine in modo che le popolazioni e i sistemi di produzione alimentare possano resistere “quando arriva la siccità”, ha aggiunto. Dopo gli anni 70, le superfici toccate dalla siccità sono raddoppiate, e toccano soprattutto le donne, i bambini e le persone anziane che pagano il più pesante tributo. L’Organizzazione metereologica mondiale (OMM), la FAO e la Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta contro la desertificazione (CNULCD) hanno dunque deciso di unire le loro forze organizzando insieme una Riunione ad alti livelli sulle politiche nazionali in materia di siccità, che sarà imperniata sulla prevenzione e la gestione di questo fenomeno allo scopo di incitare i Paesi a passare progressivamente da un approccio a posteriori a una politica che anticipa i rischi.  “La siccità è sempre stata un fenomeno inerente alla variabilità naturale del clima”, ha dichiarato il Segretario generale della OMM, Michel Jarraud. “Non possiamo permettere di continuare ad agire caso per caso, accontentando i pareri più urgenti. Possediamo le conoscenze e bisogna stabilire un quadro di azione generale e intervenire sul posto”. Le conseguenze della siccità possono perdurare a lungo dopo il ritorno delle piogge, a causa dei prezzi elevati delle derrate alimentari, della scarsa abbondanza delle risorse dell’acqua, dei suoli erosi e del bestiame debole, dei conflitti giuridici e sociali che possono persistere per anni. Le siccità sono spesso seguite da inondazioni di grande portata che sorprendono le popolazioni nel momento in cui queste sono più vulnerabili, provocando un aumento di sofferenze. “Benché prevedibile, la siccità è la catastrofe naturale più costosa che porta a una maggiore mortalità in questa nostra epoca. La decisione di attenuare gli effetti rilevati nelle ultime circoscrizioni politiche, appartiene ai Governi di tutti i Paesi esposti a questo flusso che la devono elaborare e metterla in atto adattandola al contesto nazionale, delle politiche che lottano contro la siccità basate sulle allerte precoci, la prevenzione e la gestione dei rischi”, ha sottolineato il Segretario esecutivo del CNUCLD, Luc Gnacadja.

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