Aiuti esterni essenziali per la sussistenza di milioni di persone in Corea del Nord – funzionario delle Nazioni Unite

Sabrina Carbone

ImmagineIl benessere di milioni di persone nella Repubblica democratica popolare della Corea (RPDC) dipende ancora dalla assistenza esterna, ha dichiarato un funzionario umanitario delle Nazioni Unite, avvertendo che senza gli aiuti, la loro salute e la loro sicurezza alimentare è gravemente compromessa. “Anche se la situazione umanitaria è leggermente migliorata nel corso degli ultimi 12 mesi, le cause strutturali della vulnerabilità delle persone persistono”, ha continuato il Coordinatore delle Nazioni Unite residente nel paese, Desiree Jongsma, in un aggiornamento. La Jongsma ha spiegato che mentre le importazioni dei prodotti alimentari e le tempestive disposizioni dei fattori di produzione agricole hanno contribuito a evitare una crisi alimentare per quest’anno, la maggior parte della popolazione, circa 16 milioni di persone, sono cronicamente sottoposte a una insicurezza alimentare. Di questi 16 milioni, 2,8 milioni hanno bisogno di una assistenza nutrizionale regolare. I tassi di malnutrizione sono di grande preoccupazione in quanto, secondo l’indagine svolta nel 2012 sulla nutrizione nazionale, è evidente che circa il 28% dei bambini sotto i cinque anni soffre di malnutrizione permanente, la cui conseguenza è l’arresto della crescita, e il 4% soffre di malnutrizione acuta. L’anemia e la malnutrizione sono presenti anche nelle donne e nei bambini ed è una delle principali cause di mortalità materna e infantile. Jongsma ha notato che i servizi sanitari e le forniture sono in grado di soddisfare i bisogni primari della popolazione, e le infrastrutture come l’acqua e gli impianti di riscaldamento hanno bisogno di essere riparati. Le strutture educative vanno rapidamente deteriorandosi. “Le principali priorità umanitarie includono l’assistenza alimentare e quella nutrizionale, il sostegno alla agricoltura, all’acqua e ai servizi igienici e agli interventi sanitari. Ma c’è anche la necessità di investimenti a lungo termine e di sostegno allo sviluppo economico, soprattutto nella agricoltura, nell’energia rurale e nella riduzione dei rischi di catastrofi”, ha precisato Jongsma. Mentre le agenzie delle Nazioni Unite continueranno ad assistere le persone più vulnerabili, che restano “gravemente sottofinanziati,” offrendo loro la possibilità di affrontare tutte le esigenze umanitarie, nel 2013, saranno necessari un totale di 147 milioni dollari, dei quali solo il 27,8% è stato ricevuto finora. “Indipendentemente dalle sfide di accesso e dalle difficoltà operative, non può essere negato l’imperativo umanitario. Il sistema delle Nazioni Unite, continuerà ad applicare la strategia degli anni precedenti che sostiene il principio del ‘No Access No Assistenza’, e continuerà a cercare un ampio accesso alle attività umanitarie”, ha concluso.

 

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