Napoli e la storia dei caritatevoli “caffè in sospeso”

 

 

 

 

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Firmato Sabrina Carbone

Nella maggior parte dei casi Napoli viene scoraggiata da un empio giudizio che denigra quello che in realtà la gente, la storia, la cultura e la tradizione napoletana possono offrire. Napoli è mille colori, è la voce dei bambini, come ricorda la bellissima canzone di Pino Daniele “Napule é”. I fatti di cronaca, celano la gentilezza che i napoletani in cuor loro hanno, e come del resto la gente del sud, che è più calorosa, più famigliare, nulla a togliere alla gente del nord ma l’aria, lasciatemelo dire con tutti i suoi pro e i suoi contro è completamente diversa. Quella che sto per raccontare è una bellissima storia che mi hanno raccontato i miei amici spagnoli e la voglio raccontare perchè finalmente non parliamo di Napoli in maniera “assurda” ma della gentilezza della quale noi tutti dovremmo prendere esempio. I miei amici sono entrati in piccolo caffè, a Napoli, e hanno chiesto di sedersi a un tavolino. Dopo poco entrano due persone ed esclamano: “Cinque caffè, due sono per noi e tre “In sospeso”. Pagano i cinque caffè, bevono i loro due caffè e escono dal bar. Il mio amico chiede: “Cosa sono questi caffè in sospeso?” e il barista risponde: “Aspetta e vedrai”.
Poi entrano altre due ragazze e chiedono due caffè e pagano normalmente. Dopo un pò entrano tre avvocati e chiedono 7 caffè: “3 per noi e 4 in sospeso”. Pagano i sette caffè, bevono i loro tre caffè e escono anche dal bar.Immagine
Poi un giovane chiede due caffè, ma ne beve solo uno e paga entrambi. I miei amici parlando e scherzando guardavano con curiosità questo via vai di persone che lasciavano i loro caffè “in sospeso”. La Piazza era illuminata dal sole che entrava con uno spicchio di luce anche nel caffè dove loro erano seduti. Ad un tratto sulla porta appare un uomo, con i vestiti sgualciti e la sua aria mendicante e chiede a voce bassa: ” Hai qualche caffè in sospeso?” Questo tipo di carità, viene fatta proprio a Napoli. La gente paga anticipatamente il caffè a coloro che non possono permetterselo, a coloro che non possono permettersi il lusso di un caffè caldo. E in quel bar non solo lasciano pagati in sospeso i caffè ma anche il pranzo. E’ una abitudine che è andata oltre le frontiere dell’Italia ed è stata estesa a molte città di tutto il mondo. Sono rimasta emozionata dal racconto di questa bellissima storia e aggiungo che anche io quando esco da qualche Centro Commerciale e al mio ingresso ho visto una persona che aveva bisogno di mangiare ho fatto a meno del mio panino per regalarlo al mio prossimo.

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