Solidarietà alla famiglia Moulin-Fournier presi in ostaggio nel Nord del Camerun

Firmato Sabrina Carbone

Prendere in ostaggio le persone e servirsene come garanzia di incolumità e impunità, come mezzo di ricatto o comunque servirsene a propria difesa, è l’atto più ignobile che qualsiasi individuo può commettere. Nel 1949 la Convenzione di Ginevra aveva vietato esplicitamente le rappresaglie imponendo la protezione dei civili in tempo di guerra, ma nonostante ciò, questa forma di detenzione è ancora in atto. Con quale diritto un individuo si appropria della vita altrui e ne decide anche la sorte, dimenticando che chi compie certe azioni è lui stesso un individuo? La famiglia Moulin-Fournier, che ha 4 figli, insieme ai genitori e al fratello del padre sono stati rapiti il 19 febbraio di quest’anno nel Nord del Camerun, lungo una strada che porta al confine con la Nigeria. Due video della famiglia sono stati rilasciati il 25 febbraio e il 21 marzo. Come possono reagire i bambini a un simile choc? E’ la prima volta che i bambini francesi vengono inseriti in un simile contesto. I figli della famiglia Moulin-Fournier hanno 5, 8, 10 e 12 anni. Le reazioni rischiano di essere diverse dipende molto dall’età dei bambini. Quello di 5 anni non capisce bene cosa è essere presi in ostaggio. Quello di 10 anni realizza meglio la situazione, o il pericolo della presenza di un’arma. La separazione dai loro genitori rischia di essere molto traumatica. I genitori sono molto importanti per rassicurare i loro figli, il bambino di 5 anni può credere di averli perduti per sempre e per un bambino di questa età è un sentimento ancora più violento rispetto alla presenza di un’arma. I bambini hanno comunque subito questo impatto e la paura per i loro genitori. Nel corso di questi avvenimenti, l’unica cosa che li aiuta in termini di risorse è la loro fratellanza. La cosa che fa più riflettere in questo scenario dove gli ostaggi sono oltre che afoni e non hanno nessuna voce in capitolo sul loro destino è che i sequestratori considerano queste creature come oggetti, incuranti dello choc che può essere loro provocato.


Il Ministro degli Affari Esteri francese, Laurent Fabius, ha affermato che i membri della famiglia francese, compreso i quattro bambini, rapiti il 19 febbraio tra il Camerun e la Nigeria e detenuti dalla setta nigeriana Boko Haram, sono vivi. “Sì sono vivi” ha informato Fabius in una dichiarazione rilasciata a BFM TV/RMCC senza pronunciarsi sul loro stato di salute. E’ una notizia incoraggiante, anche se loro restano nelle mani dei loro rapitori.
Padre Giuseppe Maria della Comunità San Giovanni, ha ricordato che la famiglia Moulin-Fournier è molto cristiana, e a cagione di ciò gli altri cristiani hanno organizzato una novena a sostegno della famiglia tenuta in ostaggio dal Boko Haram. Padre Giuseppe Maria ha concluso la sua intervista affermando: ” Tutto concorre al bene, per quelli che credono in Dio. Li affidiamo alla protezione del Signore”.

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...