2,5 miliardi di persone non dispongono di servizi igienici

Sabrina Carbone

Il pianeta manca di servizi igienici. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), 2,5 miliardi di persone non hanno accesso ai “servizi igienici di base”, ma a una tavola su un buco, e 1,1 miliardi defecano in mezzo alla natura o in un sacchetto di plastica. Le zone rurali dell’Asia e dell’Africa sono le aree più colpite. Nell’Unione Europea, sono venti i milioni di esseri privati ​​dei servizi igienici adeguati. In Francia, esistono ancora problemi nei campi abusivi.

Dignità e sicurezza delle donne

Le conseguenze sono molteplici e gravi. “Fare i propri bisogni all’aperto rende l’organismo vulnerabile ai microbi. Le feci contaminano i fiumi e le acque sotterranee. Quest’acqua è utilizzata per bere e per lavarsi”, dichiara Kristel Malègue, coordinatrice della Coalizione acqua, che comprende ventisette associazioni francesi. Nel mondo, ogni anno, due milioni di bambini sotto i cinque anni muoiono di diarrea a causa della mancanza di condizioni igieniche. “Una mosca che trasmette tracoma (una malattia che causa la cecità), fa il suo nido nelle feci umane”, informa Julien Eyrard specialista dei problemi di igiene nell’Azione contro la fame. Il Tracoma rappresenta il 15% della cecità. Questa mancanza di servizi igienici solleva anche questioni di dignità e di sicurezza umana. “Le donne, in particolare, hanno bisogno di defecare nella boscaglia, spesso di notte. Sono esposte agli abusi sessuali o agli attacchi degli animali”, osserva Kristel Malègue. Molte di loro lasciano la scuola “per una questione di imbarazzo durante l’età della pubertà”, e per la mancanza di latrine nella struttura. I dipendenti lasciano l’azienda per andare a urinare e ciò comporta una riduzione della produttività e una perdita di tempo, come anche le assenze per malattia e la spesa sanitaria, comportano una perdita di € 200.000.000.000 l’anno. E la comunità internazionale come reagisce? “A lungo, gli Stati hanno ritenuto che i bagni rientrano all’interno della sfera privata, e che a proposito loro non possono fare nessun intervento”, risponde Kristel Malègue. Nel 2000, durante l’adozione sugli Sviluppi degli obiettivi del Millennio, hanno promesso che il 75% dell’umanità poteva avere accesso ai servizi igienici entro il 2015, ma i tassi attuali, dimostrano che la copertura non arriva al 67%. Il denaro investito non è sufficiente, ed è diminuito. “Nel 2009, per l’acqua e i servizi igienico-sanitari, la Francia ha dato 559 milioni di euro e nel 2010 solo 364 milioni di euro”, ha continuato. Non è facile, fare un appello alla generosità. “La gente preferisce dare soldi per costruire pozzi piuttosto che gabinetti”, ammette Julien Eyrard.

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