Ridurre la povertà grazie alle nuove ricchezze: una sfida alla quale l’Africa deve far fronte

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Sabrina Carbone

La crescita economica dell’Africa, combinata alla responsabilità dei Governi e dei cittadini, deve stimolare la riduzione della povertà e promuovere una prosperità comune, questa è la considerazione rilasciata dalla nuova edizione Africa’s Pulse, l’analisi semestrale della Banca Mondiale sulle prospettive economiche del continente.
“L’immagine generale che emerge dalla lettura dei dati è che le economie africane conoscono una espansione vigorosa e che la povertà è in calo”, afferma Shanta Devarajan, economista capo per la regione dell’Africa della Banca Mondiale e autore principale di Africa’s Pulse. “Allo stesso tempo, le cifre globali nascondono delle disparità importanti in materia di performance, anche in quei paesi dell’Africa dove lo sviluppo è più forte”, ha aggiunto Shanta Devarajan. L’analisi mostra che il 25% dei paesi africani, soprattutto Sierra Leone, la Nigeria, la Costa d’Avorio, la Liberia, l’Etiopia, Burkina Faso, e il Ruanda, hanno conosciuto una crescita superiore o uguale al 7%, rientrando nella categoria dei paesi il cui tasso di crescita è il più alto a livello mondiale. Il rapporto fa riferimento a uno sviluppo che dimora fortemente in tutta l’Africa sub-sahariana, con un tasso stimato del 4,7%. Escludendo l’Africa del Sud, che è l’economia più importante della regione, la rimanenza ha avuto un progresso con un ritmo vigoroso del 5,8%, che è superiore alla metà del 4,9% dei paesi in via di sviluppo.
Sebbene l’analisi descrive nei dettagli un aumento economico sostenuto e robusto, questa rivela comunque che i modelli di sviluppo variano da un paese all’altro e conoscono dei successi variabili. Un esame dei programmi agricoli del Ruanda indica che la sua produzione di mais e dei cereali è aumentata durante il quinquennio 2006-2011, in parte grazie alla implementazione del “Programma di intensificazione delle culture” del Ruanda. Nel quadro di questo programma, gli agricoltori di sussistenza, che coltivano tradizionalmente una varietà di culture su dei piccoli lotti di terra, hanno messo le loro terre in comune e hanno coltivato ciascuno una sola varietà, e hanno ricevuto dei concimi a prezzi ridotti. Secondo Africa’s Pulse, il programma è diventato il motore della nuova strategia agricola del Governo del Ruanda. Il successo del programma è riflesso in parte nella espansione economica di questo paese (un aumento dal 5 all’8% per abitante) e ha provocato una riduzione del tasso di povertà nazionale dal 1,3% al 1,7%, secondo le ultime stime. Un ribasso simile dei tassi di povertà è stato verificato in Etiopia in seguito a una espansione economica, afferma Shanta Devarajan. In tutta l’Africa sub-sahariana , le tendenze recenti indicano che alcuni progressi sono stati realizzati nella lotta contro la povertà. Tra il 1996 e il 2010, la proporzione delle persone che vivono in Africa sub-sahariana con meno di 1,25 dollari al giorno ha avuto un declino, ed è passato dal 58% al 48,5% riportano i dati provvisori che figurano nel rapporto. I progressi compiuti nella realizzazione di alcuni Obiettivi del Millennio per lo Sviluppo (OMS) variano da un paese all’altro. Il rapporto evidenzia che i progressi realizzati nel corso degli ultimi dieci anni, quando la crescita era veramente decollata, sono stati impressionanti. Infatti, la regione è su una traiettoria che le permette di raggiungere gli obiettivi entro il 2015, se la crescita economica robusta e l’impegno verso le riforme sono costanti. E’ stato constatato anche un miglioramento della mortalità materna in tutta la regione. Per esempio, il tasso di mortalità materna per la regione era di 850 decessi ogni 100.000 nascite che vivono nel resto dei paesi in via di sviluppo. Nel 2010, sono stati censiti 500 decessi ogni 100.000 nascite nell’Africa sub-sahariana, dove il tasso di mortalità dei bambini al di sotto dei 5 anni è ugualmente sceso in maniera sostanziale, passando da 178 decessi ogni 1000 nascite nel 1990 a 109 decessi ogni 1000 nascite nel 2011. Se la regione raddoppia le performances registrate nel corso del periodo 2005-2010, sarà in grado di raggiungere l’obiettivo della riduzione della mortalità materna nel 2016.

Le sfide continuano
Nonostante questo nuovo studio dimostra che la crescita dell’Africa continua a un ritmo più rapido rispetto alla media mondiale, resta ancora molto da fare per migliorare la qualità di vita di numerosi Africani che vivono in povertà estrema. Makhtar Diop, il Vice Presidente della Banca Mondiale per la regione Africa, rimarca che sviluppare la produzion energetica e agricola nell’intero continente rappresenta una enorme opportunità. “Senza un apporto supplementare dell’elettricità o un aumento della produttività agricola, lo sviluppo futuro dell’Africa non sarà condotto in maniera giusta”, afferma Makhtar Diop. “La buona notizia, è che i Governi africani hanno la ferma intenzione di cambiare la situazione attuale”.

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