Tunisia – Dieci feriti negli scontri tra la polizia e i salafiti a Tunisi

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Sabrina Carbone

Domenica, 19 maggio, gli scontri tra la polizia e i salafiti nella periferia occidentale di Tunisi, hanno riportato una decina di feriti dopo il divieto del Congresso del movimento jihadista salafita, Ansar al-Sharia, nella città di Kairouan. Non essendo riuscito a tenere il suo congresso a Kairouan (a 150 km da Tunisi), chiusa da un dispositivo di sicurezza imponente, Ansar al-Sharia in mattinata ha invitato i suoi sostenitori a raccogliersi a Ettadhamen City, roccaforte salafita a 15 km a ovest dalla capitale, già utilizzata per scontri meno gravi la scorsa settimana. A mezzogiorno, gli scontri sono scoppiati nella zona dove centinaia di salafiti avevano creato barricate con copertoni in fiamme. La polizia ha risposto con colpi di avvertimento e gas lacrimogeni e hanno schierato i bulldozer blindati per disperdere gli attivisti e distruggere le barricate. I salafiti si sono ritirati nel vicino quartiere, Intilaka, dove gli scontri sono continuati verso le 16:00 (1500 GMT). La Polizia è stata assalita da lanci di pietre e bottiglie molotov. “Durante le proteste, undici uomini del personale di sicurezza sono rimasti feriti, compreso tre manifestanti, tra i quali uno è rimasto gravemente ferito”, il Ministero dell’Interno, ha riferito che sono “oltre 700, gli estremisti islamici” dotati di “miscele incendiarie, proiettili e coltelli”. Il Dicastero non ha rilasciato nessuna informativa sulle numero di persone lese e sul numero di manifestanti arrestati. A Kairouan, la calma è tornata alle 16:00 ora locale e l’apparato di sicurezza nel centro del villaggio è stato alleggerito. Il piazzale della moschea, dove la conferenza doveva essere tenuta in principio, era quasi deserto. In tarda mattinata, altri scontri sono stati realizzati da un piccolo gruppo di salafiti che sono insorti contro la polizia. Nel primo pomeriggio, i manifestanti, prevalentemente giovani non sembravano appartenere al movimento islamista radicale. “Crediamo che la nostra conferenza è stata tenuta a Ettadhamen”, ha riferito alla AFP, Essid Sami, un rappresentante del movimento.

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Nei giorni scorsi, i media AFP e i tunisini sono stati testimoni degli arresti di attivisti salafiti in tutto il paese. Le autorità non hanno ancora dato alcuna informazione ufficiale a riguardo. Il portavoce di Ansar al-Sharia, Seifeddine Rais, è stato arrestato, assicura una fonte certa.
Il Governo tunisino guidato dal partito islamista Ennahdha, che ha riconosciuto all’inizio di maggio la presenza di gruppi armati di al-Qaeda nel suo territorio, ha vietato la riunione di Ansar Ashariaa dal momento che poteva essere una “minaccia alla sicurezza” per il paese. Al-Qaeda nel Maghreb islamico ha anche espresso il suo sostegno Sabato sera a Ansar al-Sharia, chiamando gli attivisti tunisini a non cedere alle provocazioni da parte delle autorità. “Non lasciatevi provocare dal regime e dalle sue barbarie a commettere atti sconsiderati che possono influenzare il sostegno popolare che abbiamo ottenuto”, ha avvisato Abu Yahia al-Shanqiti, membro del comitato di AQIM Al-Sharia. “Siate uomini di saggezza e di pazienza”, ha aggiunto. Ennahdha è stato a lungo accusato di lassismo per aver tollerato le fazioni jihadiste. Tuttavia, ha in modo considerevole indurito la sua posizione dopo che 16 soldati e poliziotti sono rimasti feriti tra la fine di aprile e i primi di maggio dalle mine poste dai gruppi armati monitorati fino al confine con l’Algeria. Ansar Ashariaa accusa il suo Ennahdha di condurre una politica anti-islamica e ha minacciato il Governo con una “guerra”. In seguito alla rivoluzione del 2011, la Tunisia ha visto una proliferazione di violenza orchestrata dal movimento salafita, e il paese è stato anche destabilizzato da una profonda crisi politica e lo sviluppo di conflitti sociali hanno alimentato la povertà. Il leader di Ansar al-Sharia, Saif Allah Bin Hussein ha precisato che Abu Iyadh è un veterano dell’Afghanistan e che ha combattuto con Al-Qaeda. E’ in fuga in seguito all’attacco contro l’ambasciata degli Stati Uniti, e le autorità considerano che sia l’organizzatore della manifestazione, che è degenerata in scontri (quattro morti tra gli attaccanti). Font: http://www.jeuneafrique.com/Article/DEPAFP20130519155319/tunisie-ennahdha-salafisme-rachad-ghannouchitunisie-une-quinzaine-de-blesses-lors-de-heurts-entre-salafistes-et-policiers-a-tunis.html

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