Madagascar: Quantificare i costi della crisi politica translated by Sabrina Carbone

03112012739-001Antananarivo – 5 giugno 2013 –
Il Madagascar, è un paese il cui potenziale economico è enorme. Prima della crisi, la crescita economica in Madagascar era stata in media del 5% l’anno. Tuttavia, durante il quadriennio 2009-13 la crescita è stata pari a zero. Prendendo come riferimento una crescita annua del 5%, il PIL nel 2013 è stato del 20% al dì sopra del livello attuale, che rappresenta ulteriori 8 miliardi di dollari per l’economia malgascia.La crisi politica era scoppiata nel 2009, quando Andry Rajoelina (allora sindaco di Antananarivo, la capitale) era salito al potere in modo incostituzionale, ed era stato respinto dalla comunità internazionale. La crisi politica e l’enorme incertezza imponevano lo sviluppo degli investimenti privati ​​e mettevano un freno alla dinamica economica del Madagascar facendo abbassare gli indicatori economici e sociali.

Anni di sviluppo socio-economico persi

Con una economia in fase di stallo, il reddito pro capite è sceso: Il Madagascar ha sperimentato una forte crescita demografica (2,9%), la popolazione è aumentata di oltre 3 milioni di persone durante il quinquennio 2008-2013. Con un reddito nazionale stagnante, il reddito pro capite nel 2013 è sceso a livello del 2001. La povertà è aumentata drasticamente: Le prime stime indicano che dal 2008 al 2013, la percentuale della popolazione che vive al dì sotto della soglia di povertà (che era già alta prima della crisi) è probabilmente aumentata di oltre 10 punti di percentuale. Oggi, oltre il 92% della popolazione vive con meno di 2 dollari PPA (parità di potere d’acquisto) al giorno e ciò rende il Madagascar uno dei paesi più poveri del mondo. Gli indicatori sociali sono peggiorati: nonostante l’assistenza connessa alla crisi dei settori sociali, è stato stimato che il numero di bambini in età scolare è aumentato di oltre 600.000. La malnutrizione infantile acuta rimane un problema cruciale. In alcune zone, è aumentata di oltre il 50%. Molti centri sanitari sono stati chiusi e i poveri genitori hanno dovuto sostenere una parte pesante del costo della scuola per i loro figli, a causa della mancanza dei finanziamenti statali. Questa tendenza mette a repentaglio il benessere delle generazioni future. Oggi, il Madagascar non è in grado di raggiungere la maggior parte degli obiettivi di sviluppo del millennio (MDG) entro il 2015, e neanche quelli potenzialmente fattibili che erano stati provati prima della crisi, (come la riduzione della mortalità infantile, l’incremento netto della iscrizione e il completamento della istruzione primaria, e l’eliminazione della povertà estrema). Le finanze pubbliche sono sempre più sotto pressione: La stabilità macroeconomica è stata sempre più sottomessa a una pressione crescente. Le entrate fiscali sono in calo, l’evasione fiscale è aumentata, e la capacità di mantenere il livello di spesa aggregata è in discussione a causa delle pressioni politiche, degli scioperi e degli scontri. Anche se la gestione macroeconomica rimane cauta, il trasferimento dei costi di risanamento di una posizione fiscale indebolita per il prossimo Governo è un rischio reale.Font:http://fr.allafrica.com/stories/201306110579.html?aa_source=ri-headline

 

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