Scuola e Famiglia non camminano sullo stesso parallelo

La discriminazione etnica non ha confini, i bambini sono i primi a essere nel mirino. Spesso sentiamo dire è figlio di immigrati albanesi, africani, o è un Rom. La discriminazione in Italia continua tra le regioni, sono siciliani, è gente del sud e viceversa. Alcune testate riportano che molti bambini Rom sono costretti a frequentare scuole destinate solo alla loro estrazione sociale. Immaginate il senso di disagio che un bambino può provare entrando in una normale classe pubblica, sotto lo sguardo attento dei nuovi “compagni”.  Sempre più sentiamo parlare di casi di bullismo all’interno delle scuole, ragazzi completamente succubi dei loro coetanei, con il cuore in gola ogni volta che attraversano i corridoi della scuola. E’ un vero paradosso leggere che proprio all’interno delle mura scolastiche i tentacoli del bullismo soffocano l’educazione e la cultura. La scuola è la base dell’educazione, della formazione di un bambino che diventerà un soggetto adulto. Tuttavia bisogna ammettere che nel concorso di colpa un 50% dipende molto dall’educazione famigliare. Genitori troppo assenti nel contesto della famiglia e molto presenti nell’ambito lavorativo e poco attenti alle esigenze dei loro figli. La scuola e la famiglia devono avere una educazione parallela, ma questo parallelismo è ridotto agli incontri sporadici tra genitori e docenti, che sono diventati più una presentazione dei voti finali che una stretta collaborazione. Non diamo sempre colpa ai ragazzi o alle ragazze, ai giovani in generale se esiste la discriminazione, il bullismo, e tanto altro, guardiamo anche noi adulti cosa offriamo a loro. Alla base di tutto questo c’è la mancanza di un dialogo costruttivo, una scarsa comunicazione e sensibilizzazione della educazione famigliare e scolastica che non camminano in parallelo, ma su due strade completamente opposte. Leggevo un commento nei mesi scorsi, era una madre di famiglia che faceva questa osservazione: “Perchè quando parliamo di povertà mettiamo sempre davanti i Rom”.

Firmato Sabrina Carbone

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