Nuovo Piano d’azione per combattere la discriminazione in Mauritania

Sabrina Carbone

100kbUn nuovo piano d’azione per combattere la discriminazione razziale in Mauritania è stato battezzato e elogiato dal relatore speciale delle Nazioni Unite, questo lunedì, 9 settembre. Ma non è tutto, il relatore ha anche aggiunto rivolgendosi alle autorità che c’è bisogno di una analisi approfondita e di una migliore valutazione di tutti gli aspetti discriminatori radicati nel paese. “Il processo di sviluppo del piano adottato deve essere inclusivo e partecipativo, in modo che tutti gli interessati possono assumere la sua proprietà e garantire la sua attuazione, anche misurabile”, ha raccomandato Mutuma Ruteere dopo la sua visita in Mauritania avvenuta la scorsa settimana. “Ho visto con i miei occhi la preoccupazione che attanaglia le persone a causa della discriminazione, ed è proprio per questo che è importante che le parti interessate discutono e dibattono i contenuti del nuovo piano d’azione” ha aggiunto. A suo giudizio, un esame più approfondito non può essere implementato senza l’apporto di statistiche appropriate sulla ascendenza o sull’origine etnica, il sesso, l’età e la raccolta dei dati sulla base dell’auto-identificazione. “Senza dati statistici non è possibile fare una stima sulla situazione vissuta dalle comunità e sui progressi compiuti nella lotta contro la discriminazione e l’esclusione”, ha precisato il relatore. Per concludere quest’ultimo ha elogiato le autorità della Mauritania per aver creato la Commissione nazionale sui diritti dell’uomo, e l’inclusione nella costituzione della nazione delle diversità etnico-culturali e la promulgazione di una legge sulla schiavitù, anche se, come ha rilevato Ruteere, le sfide per l’attuazione di questa legge sono molteplici, ma a fortiori ha invitato le autorità governative a far diventare la norma una priorità. “Molte persone perdono la fiducia nelle istituzioni e nella magistratura”, ha avvisato. “Abbiamo bisogno di migliorare l’efficacia di queste istituzioni nella lotta contro la discriminazione e riconquistare la fiducia del pubblico per l’efficacia e l’impegno delle istituzioni nella applicazione della Legge”. “Gli sforzi per attuare l’accordo tripartito del 2007, che ha portato al ritorno di oltre 24.000 mauritani tra il 2008 e il 2012, sono notevoli”, ha riconosciuto. “Eppure, i ricordi dolorosi degli eventi del 1989 ancora sono freschi nella vita delle donne, degli uomini, e di molti ragazzi e ragazze che hanno perso i propri cari, le loro case e i loro terreni, come anche la loro identità”, ha concluso Ruteere.

Source: http://fr.allafrica.com/stories/201309091756.html

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