Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Il voto sulla Siria non deve essere ancora una occasione mancata

Sabrina Carbone100kb

Venerdì, 27 settembre, il voto del Consiglio di Sicurezza su una nuova risoluzione Onu sulla Siria non deve rappresentare ancora una volta una occasione persa che non risponde a nessun obbligo verso le vittime dei crimini di guerra e dei crimini contro l’umanità, ha messo in grassetto, Amnesty International. Il progetto ideato per la risoluzione è concentrato sulla risposta internazionale dell’uso delle armi chimiche in Siria, del 21 agosto. Ma la organizzazione ha riferito che i membri del Consiglio di Sicurezza devono prendere misure efficaci per porre fine alle gravi violazioni in Siria, e garantire che gli artefici siano ritenuti responsabili e venga resa giustizia alle vittime, allo scopo di migliorare l’accesso alla assistenza umanitaria. “Questa risoluzione non deve essere un’altra occasione mancata. E’ da più di due anni che il conflitto siriano è scoppiato, e le vittime dei crimini di guerra e dei crimini contro l’umanità sono ancora in attesa di vedere gli attori internazionali mobilitarsi seriamente a favore della giustizia e della resa dei conti ha dichiarato Jose Luis Diaz, che dirige l’ufficio di Amnesty International presso le Nazioni Unite a New York. “La risoluzione attuale è una visione miope delle sole vittime degli attacchi realizzati con le armi chimiche. Dimenticando di prendere in considerazione l’intero problema, la stessa non prescrive nessuna azione per prevenire le violazioni massicce e assistere i milioni di persone sfollate a causa del conflitto. Bisogna urgentemente intervenire con nuove iniziative diplomatiche e agire per rendere più coerente la risposta internazionale a tutto il conflitto”. E’ necessario che i membri del Consiglio di Sicurezza siano disposti a riconoscere che c’è stato l’uso di armi chimiche contro i civili, il quale è un crimine di guerra, e solleva una domanda: Perché non viene rinviata la situazione in Siria al procuratore della Corte penale internazionale (CPI)? Il disaccordo sulla identità degli autori non può essere usato come pretesto per impedire una indagine da parte della Corte penale internazionale. Il ricorso alla Corte deve essere effettuato senza indugio”.

Amnesty International chiede al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di ampliare la sua considerazione sul conflitto siriano, garantendo i seguenti punti:

– Il Governo siriano deve dare alla commissione d’inchiesta incaricata dalle Nazioni Unite sulla Siria, la possibilità di condurre una indagine su tutte le violazioni dei diritti umani, compresi quelli che possono essere simili ai crimini contro l’umanità o ai crimini di guerra, e indipendentemente dalla parte interna al conflitto che li ha commessi;
– La situazione in Siria dovrà essere riferita al procuratore della Corte penale internazionale, in modo che tutte le parti siano obbligate a rendere conto se sono stati commessi crimini di diritto internazionale;
-Il Governo siriano e i gruppi armati della opposizione dovranno consentire alle agenzie umanitarie il libero accesso in modo da fornire assistenza senza discriminazioni alla popolazione civile. Per quanto riguarda l’entità siriana, l’accesso, per essere efficace, deve includere i valichi di frontiera e alcune linee. Suorce:http://www.amnestyalgerie.org/Actualite/conseil-de-securite-des-nations-unies-le-vote-sur-la-syrie-ne-doit-pas-etre-encore-une-occasion-manquee.htmllink aiuo

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