Iran-Iraq, una guerra dimenticata

Sabrina Carbone

100kbPochi eventi hanno tutti contribuito a cambiare il volto del Medio Oriente. Eppure, la prima guerra del Golfo, che ha messo alle strette l’Iraq e l’Iran tra il 1980 e il 1988, rimane sconosciuta. Il grande merito del libro di Pierre Razoux, ‘La guerra Iran-Iraq’, Prima Guerra del Golfo 1980-1988 (Perrin), è quello di tornare a questo conflitto, il più lungo del XX secolo come “ultima guerra globale” (con un costo umano terribile). L’autore ha avuto accesso a molti archivi inediti, ai nastri audio di Saddam Hussein, come anche a tutti i documenti che riguardano gli incontri della leadership irachena. E’ chiaro che, in Francia come negli Stati Uniti, preferiscono dimenticare questa vergognosa storia durante la quale i due paesi hanno avuto un comportamento particolarmente cinico, rimanendo in silenzio sull’uso di Saddam Hussein dei gas chimici sia contro i curdi dell’Iraq che contro l’esercito iraniano. L’uso del gas sarin in Siria, ha fatto riemergere questi fatti a favore della indagine aperta dalla rivista Foreign Policy (“Exclusive: CIA Files Prove America Helped Saddam as he Gassed Iran”, 26 agosto 2013). Esiste, tuttavia una notevole differenza tra le due strategie dei capitali occidentali: Parigi era stata solidale a sostenere Saddam Hussein, a nome della lotta contro l’Islam radicale, mantenendo una forte sindrome anti-iraniana che continua a persistere con la Presidenza di Francois Hollande. Mentre gli Stati Uniti hanno contribuito a trasformare entrambi i protagonisti, fornendo armi e informazioni a ambedue le parti. I leader sovietici anche loro hanno dato prova di cinismo partecipando all’inizio del conflitto a favore dell’Iran e contro il loro alleato di Baghdad, prima di cambiare posizione e tornare ai loro amori iracheni. Israele non è stato da meno, il Governo ha aiutato, senza remore, la leadership iraniana nella prima fase della guerra. Come ha notato l’autore in una intervista a Mediapart dello scorso 2 ottobre: “E’ dalla guerra fondatrice, che è scaturita la diretta conseguenza della seconda Guerra del Golfo del Kuwait, 1990-1991, e quella del 2003. Alla fine della prima guerra del Golfo, la situazione nel 1988, era la seguente: l’Iraq era radicalizzato e isolato, guidato da Saddam Hussein che a sua volta era un orecchio sordo a qualsiasi consiglio e troppo sicuro di sé, da qui la necessità per il paese di intraprendere il programma nucleare, perché, a suo avviso, la guerra che Teheran stava per vivere non doveva più succedere. E per questo motivo, bisognava essere dissuasivi, e quindi disporre della bomba atomica, era una grande lezione appresa da Israele, dall’India e dal Pakistan”. E’ stata anche una epoca che ha forgiato l’alleanza tra la Repubblica islamica e il Regime laico di Hafez al-Assad, una alleanza che continua ancora oggi e pesa fortemente sul conflitto in corso in Siria. Riassumendo questo libro che è concentrato in particolare sulla dimensione militare del conflitto, il lettore troverà mille e una informazione utile per capire la situazione attuale. Pierre Razoux sottolinea in particolare le difficoltà incontrate da qualsiasi paese che intende bloccare lo stretto di Hormuz (L’Iran ha cercato di farlo senza successo nel 1987-1988), e sottolinea, in conclusione, che “il regime iraniano è perfettamente razionale e capisce i concetti di equilibrio di potere e di deterrenza”, speriamo che il Presidente Barack Obama lo capisca e riesca a convincere sia  Hollande che Benjamin Netanyahu.

Source: mondediplomatique.frlink aiuo

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...