La OPAC ha svolto metà del lavoro per la distruzione degli arsenali in Siria

Sabrina Carbone100kb

La Organizzazione per la supervisione della distruzione dell’arsenale chimico siriano ha annunciato oggi Giovedì, 17 ottobre, che sono stati controllati quasi la metà dei siti che dovranno essere distrutti entro la metà del 2014. “Abbiamo fatto in pratica la metà dei lavori di verifica degli arsenali segnalati”, ha dichiarato ai giornalisti all’Aia Ellahi Malik, un consigliere politico della Organizzazione siriana per la proibizione delle armi chimiche (OPAC). Nonostante i progressi, Ellahi ha precisato che la sicurezza rimane una delle maggiori preoccupazioni per questa missione condotta per la prima volta in un paese in guerra.

Controllo della lista

“Una delle nostre preoccupazioni è, ovviamente, la situazione della sicurezza”, ha continuato Malik Ellahi, citando i colpi di mortaio e gli attacchi con l’autobomba nei pressi dell’Hotel Damasco, dove gli ispettori risiedono. La OPAC, che ha vinto la scorsa settimana il Premio Nobel per la Pace, ha rivelato Mercoledì, 15 ottobre, che sono stati monitorate undici aree e che hanno distrutto le apparecchiature di produzione in sei zone. Gli ispettori sono concentrati per ora a verificare la lista fornita dalle autorità siriane, composta da 20 siti di produzione e stoccaggio delle armi chimiche.

L’arsenale sarà distrutto entro il 30 giugno del 2014

Presenti in Siria dal 1° ottobre, le squadre della OPCW e delle Nazioni Unite contano quasi sessanta persone. La missione è stata decisa in seguito a un accordo raggiunto tra gli Stati Uniti e la Russia, dopo che gli Stati Uniti avevano minacciato al regime di impartire azioni punitive a causa dell’attacco chimico mortale attribuito alle forze di Bashar al-Assad, il 21 agosto, vicino a Damasco. Secondo la risoluzione della ONU che ha seguito l’Accordo USA-Russia, la eliminazione dell’arsenale dovrà essere completata entro il 30 giugno del 2014. Mentre entro il 1° novembre, gli ispettori dovranno comunque aver già controllato tutti i siti elencati sulla lista, aver identificato le attrezzature essenziali per la produzione o l’uso di armi chimiche, e aver reso gli impianti di produzione “inoperabili” e aver cominciato la distruzione di alcune armi chimiche, ha reso noto la OPAC.

Source: 20minutes.fr

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