Da qui al 2016 Gaza non avrà più l’acqua potabile

Sabrina Carbonea0-549bririd

Il frangente di tempo che Gaza può ancora disporre di un minimo di acqua potabile ha le ore contate. L’annoso blocco di 7 anni sulla striscia di Gaza ha avuto degli effetti devastanti nella maggior parte degli aspetti della vita degli abitanti. Dopo che Israele ha intensificato nel 2007 il blocco sul territorio circondato, è stata vietata l’importazione della maggior parte dei materiali per la costruzione delle infrastrutture, (che servivano alla gestione dell’acqua), rendendo la zona più concreta e più visibile nella vita quotidiana delle persone di Gaza. I palestinesi che vivono a Gaza devono affrontare terribili sfide che riguardano l’accesso all’acqua. La popolazione aumenta rapidamente, e da qui al 2020, è previsto che arriverà a 2 milioni, e questa risiede nelle zone limitrofe estremamente popolate. Le Nazioni Unite hanno stimato che la principale sorgente di acqua dolce, la falda freatica costiera sotterranea, non potrà essere più sfruttata nel 2016. Quasi 2 milioni di Palestinesi vivono nella striscia di Gaza e lamentano già da adesso la penuria dell’acqua potabile, la cui disponibilità non corrisponde agli standard per il consumo umano. il principale nosocomio di Gaza, Al-Shifa, ha reso noto che il problema della disponibilità dell’acqua a Gaza è all’origine dei problemi della sanità cronica e ha rilasciato dei tassi elevati sulla mortalità infantile. Con 4.500 persone che vivono in media su un chilometro quadrato, Gaza è una delle zone tra le più popolate al mondo. Tutto ciò ostruisce l’acceso all’acqua potabile e lo rende ancora più critico per questa giovane nazione. L’acqua fornita dalle reti municipali di Gaza è inquinata, e per minimizzare gli effetti di questa acqua sporca fornita dai servizi comunali, le persone acquistano a prezzi esosi l’acqua dissalata. Secondo la rete televisiva World Bulletin News, alcune famiglie che vivono già in estrema povertà, sono obbligate a spendere un terzo della loro rendita per l’acqua potabile imbottigliata. Gli abitanti dipendono da una falda acquifera sotterranea composta di acqua marina, e acqua già sfruttata e contaminata. Israele ha confiscato il 90% dell’acqua dolce disponibile per i propri bisogni, tant’è che meno del 10% è destinato ai palestinesi, secondo il dossier di Project Censured. http://www.projectcensored.org/2016-will-find-gaza-drinking-water/. Il problema dell’acqua di Gaza non è solo una questione umanitaria ma anche politica. Israele è la potenza occupante di Gaza. Citando il diritto internazionale la potenza occupante deve assicurare il benessere della popolazione che vive sotto l’occupazione e deve fornire i mezzi per una vita decente. I palestinesi, della striscia di Gaza hanno fatto appello alla comunità internazionale incitando il suo intervento immediatamente, e questo prima del 2016, dal momento che da qui al 2016 i danni nelle riserve idriche di Gaza saranno diventati irreversibili.link aiuo

 Source: info-palestine

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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