L’insicurezza immerge lo Yemen nel buio

Sabrina Carbone

briridDecine di militanti yemeniti hanno lanciato una petizione reclamando le dimissioni del Ministro dell’Energia elettrica, degli Interni e della Difesa, considerati come i responsabili dei tagli frequenti dell’elettricità in questo paese. Dopo la rivolta nel 2011, che ha fatto decadere l’ex Presidente Ali Abdallah Saleh, le violenze perpetrate dalle tribù armate hanno moltiplicato il loro volume nel paese. In questo contesto, a causa del numero dei reati di sabotaggio delle centrali e delle reti elettriche la situazione è collassata. La rete di inoltro dell’energia che parte dalla centrale di Marib, (a est del paese), e arriva a Sanaa, la capitale, è particolarmente presa di mira da questi attacchi, il cui obiettivo è generalmente fare pressione sul Governo centrale allo scopo di ottenere nuovi posti di lavoro e gli aiuti economici.

Le persone non hanno l’elettricità per 23 ore al giorno

Akram al-Chaouafi, il coordinatore della campagna, “Il Governo vive nella luce e il popolo nell’oscurità”, è costernato a causa della posizione di lassismo che le autorità hanno verso i sabotatori. “Questa situazione, è insopportabile. Gli Yemeniti sono privati dell’energia elettrica in media 12 ore al giorno, fino ad arrivare a 23 ore quando le centrali elettriche subiscono degli attacchi. I prezzi dei prodotti soprattutto alimentari, sono alti da tre anni. I commercianti sono costretti ad aumentare i loro prezzi dal momento che loro devono impiegare dei generatori elettrici e comprare il diesel per farlo funzionare”, ha raccontato Akram al-Chaouafi. Quest’ultimo ha aggiunto che “questi generatori elettrici sono pericolosi e hanno provocato numerosi incidenti mortali, (a fine settembre 2013, cinque membri di una famiglia di questi quattro erano bambini,  sono morti in un incendio causato dal cattivo funzionamento di un generatore). Da sei mesi, stiamo organizzando numerose manifestazioni e anche un sit-in davanti la residenza del Presidente Mansour Hadi, allo scopo di raggiungere delle soluzioni, ma non siamo stati ascoltati. Di conseguenza abbiamo deciso, a metà ottobre, di lanciare questa campagna di firme esigendo le dimissioni del rappresentante ministeriale dell’Energia elettrica, come anche quelle del Ministro degli Interni e della Difesa. link aiuo

Source: http://observers.france24.com

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