India: testimonianza di una giovane donna sfigurata dall’acido

Sabrina Carbonebririd

L’associazione Stop Acid Attacks aiuta le donne vittime di questi atti barbari e ha chiesto una legge per regolamentare la vendita dell’acido. FRANCE 24 ha incontrato Lakshmi, una donna il cui volto è stato bruciato dall’uomo che ha rifiutato di sposare. Quando i passanti la guardano, Lakshmi non rimane più sorpresa. Il suo volto porta i segni di un attacco realizzato con l’acido. La giovane indiana racconta come l’uomo che ha rifiutato di sposare ha deciso di punirla per il resto della sua vita. “Ha messo la sua mano sul mio viso e mi ha fatta cadere”, ha dichiarato. Quando ero stesa al suolo, mi ha buttato l’acido”. Nonostante le numerose operazioni, gli effetti sono ancora evidenti. “Questo non è stato solo un attacco alla mia faccia, ha anche bruciato la mia anima, continua Lakshmi, ho abbandonato i miei studi, tutti i miei sogni si sono infranti”.

“E’ ancora doloroso”images

Poco dopo l’attacco, Lakshmi ha presentato ricorso davanti alla Corte Suprema indiana allo scopo di bloccare la vendita dell’acido. Se lei prima era sola a portare avanti questa battaglia, alla fine ha ricevuto il sostegno di un gruppo di attivisti che lottano insieme a lei per arginare la piaga. Stop Acid Attacks è una associazione, con sede a nord di New Delhi, lancia campagne sui social network per denunciare le barbarie degli attacchi con l’acido. “Il nostro obiettivo è sempre stato quello sensiblizzare l’opinione pubblica allo scopo di garantire che le coscienze si risveglino, ha spiegato Alok Dikshit, Presidente del gruppo. Le vittime devono essere incitate a parlare per rendere ancora più manifesta questa lotta”. L’associazione, che offre riparo alle donne che hanno bisogno di protezione, ha chiesto una legge per regolamentare la vendita dell’acido conosciuto sotto il nome “Tezaab”, normalmente destinato a pulire gli utensili arrugginiti. Oggi, Lakshmi è diventata l’icona della lotta che purtroppo conta ancora molte vittime. La giovane donna ora sostiene coloro che bussano alla porta dell’associazione, come Sapna, che ha subito una aggressione lo scorso agosto. Quattro mesi più tardi, nonostante i trattamenti il dolore è ancora difficile da sopportare. “L’intervento è finito ora faccio dei trattamenti, che tirano molto la mia pelle, e provo ancora molto dolore”, ha raccontato.

Libero su cauzione

L’unico sollievo per Sapna è il sostegno di questa associazione. “Quando sono stata bruciata con l’acido, tutti mi hanno abbandonata. Ho presentato una denuncia e la mia famiglia è stata riluttante ad aiutarmi. E’ per questo che mi sento più sicura qui, sto bene e mi sento amata”. La condizione delle donne in India e le frequenti aggressioni che loro subiscono sono sotto i riflettori da quando c’è stato lo stupro e la morte di una studentessa a Nuova Delhi nel dicembre del 2012. Attualmente, gli autori degli attacchi con l’acido incorrono in una pena che va dagli 8 ai 12 mesi di detenzione a seconda della gravità delle ferite provocate alle vittime ma generalmente sono in libertà su cauzione. I parlamentari hanno votato contro una proposta di legge che mirava a condannare i responsabili degli attacchi con l’acido all’ergastolo.

Source: france24

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