Kabul accusa i servizi segreti stranieri del recente attacco al ristorante ‘La taverna del Libano’

Sabrina Carbonebririd

I servizi d’intelligence stranieri sono “dietro” gli attacchi suicida che hanno ucciso 21 persone Venerdì, 17 gennaio, a Kabul, questa è la dichiarazione rilasciata questa Domenica, 19 gennaio, dal Consiglio di sicurezza nazionale afgano presieduto dal Presidente Hamid Karzai, un’accusa che sembra mirare al vicino Pakistan. Questi atti complessi e sofisticati possono essere solo opera dei talebani”, ha reso noto la Presidenza afghana in un comunicato rilasciato dopo una riunione del Consiglio di sicurezza nazionale afgana (NSC). Quest’ultimo pensa che non c’è “nessun dubbio nell’ammettere che i servizi segreti stranieri possono essere dietro questi attacchi”, continua la stessa fonte, riferendosi apparentemente al potente servizio d’intelligence pakistano (ISI). Kabul accusa regolarmente il Pakistan, di essere il primo supporto dei talebani da quando erano al potere (1996-2001) e dove molti di loro hanno trovato rifugio dopo la caduta del loro regime, e il sostegno per la loro ribellione a difendere i loro interessi strategici nella regione, che invece Islamabad ha sempre negato. Venerdì sera, un attentatore suicida ha effettuato una spedizione omicida contro “La Taverna del Libano”, un ristorante sito nel centro della città frequentato dalla comunità di espatriati, uccidendo 21 persone, compreso 13 stranieri. Poco dopo le 19:00 (14.30 GMT), un attentatore suicida si è fatto esplodere davanti alle porte blindate dello stabilimento. Approfittando della confusione causata dalla potente esplosione, che ha irradiato tutto il centro di Kabul, due aggressori armati sono riusciti a entrare nel ristorante e hanno aperto il fuoco sui clienti prima di essere uccisi dalle forze speciali afghane. Diversi sopravvissuti hanno descritto scene di estrema violenza, le vittime che cercavano di nascondersi dietro i mobili del ristorante hanno provato invano a fuggire dalla carneficina. “C’era sangue dappertutto, sui tavoli, sulle sedie. Gli assalitori hanno sparato a distanza ravvicinata”, ha dichiarato Atiqullah, uno dei titolari del ristorante. Tra le vittime, c’erano tre americani, due britannici, due canadesi e due libanesi: un rappresentante del Fondo Monetario Internazionale (FMI) e il proprietario del ristorante che è stato ucciso dagli assalitori mentre cercava di difendersi. Anche un membro danese delle forze di polizia dell’Unione europea (EUPOL) e un funzionario delle Nazioni Unite russo sono stati freddati. L’attacco, rivendicato dai talebani, è stato condannato all’unanimità dalla comunità internazionale, che ha denunciato questo atto di una “violenza spaventosa” e “ingiustificabile”. Questa domenica, 19 gennaio, centinaia di persone hanno marciato per le strade di Kabul gridando “No al terrorismo”. “Vogliamo onorare le vittime e dimostrare che gli afgani restano uniti contro questi attacchi”, ha comunicato all’AFP uno dei partecipanti, Lailee Rahimi, un operatore umanitario. Presente alla parata, il portavoce del Ministero degli Interni afghano, Sediq Sediqqi, il quale ha informato che un’indagine è stata condotta per cercare di capire come il commando talebano è riuscito a eludere i molti posti di blocco attraversando la capitale afgana. Tre funzionari della polizia responsabili della sicurezza del quartiere Wazir Akbar Khan dove è sita ‘La Taverna del Libano’, sono stati sospesi nelle ore successive l’attacco. “Saranno interrogati per scoprire come questo attacco è potuto accadere”, ha scandito Sediqqi. “Non è impossibile che tutto è stato fatto alla perfezione, ma dobbiamo attendere l’esito delle indagini. Se sono stati commessi errori, faremo in modo che non vengano ripetuti”. L’attacco contro ‘La Taverna del Libano’ è stato quello più sanguinoso commesso in Afghanistan contro i civili stranieri dopo la caduta dei talebani nel 2001. Questi eventi hanno luogo in un contesto di violenze persistenti mentre la NATO dovrà ritirare le sue truppe dal paese entro la fine dell’anno. Il ritiro viene fatto soprattutto in un contesto politico sensibile, le elezioni presidenziali in programma il, 5 aprile del 2014.link aiuo

 Source: lepoint.fr

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