La fame di potere rimane indifferente davanti al megafono di Dio per risvegliare un mondo sordo: IL DOLORE

Sabrina Carbonebririd

9501_a23014(Foto Kevin Carter)

Troppe domande e poche risposte a questo mondo. Le grandi organizzazioni elargiscono soldi come dei pozzi senza fondo e la fame continua a non essere sazia, la povertà continua a lacerare gli strati etnici più vulnerabili e il popolo a livello mondiale piange il frutto di questo prodotto. Dove vanno realmente le liquidità sborsate se poi leggendo, MSF reclama aiuti, i popoli profughi reclamano aiuti e il mondo reclama un grosso “HELP TO ME”. Quanti guai a questo mondo, eppure le grandi potenze continuano a investire dove?

10) – Turchia

Forza enorme ma comunque staccata, dalla nona. La Turchia investe circa 31 miliardi di dollari l’anno per difendersi e impiega più di mezzo milione di personale militare. La flotta conta quasi 200 imbarcazioni e gli aeroplani sono più di 1500. Complessivamente si estende su 783.562 km² (sesta per estensione fra le dieci presenti in classifica)

9) – Giappone

Per estensione è settimo. Per forza militare nono. Investe 44 miliardi di dollari e ha un esercito di quasi quattrocentomila unità. La flotta navale dispone di 150 imbarcazioni e quella aerea di 1650 velivoli. Il Giappone è uno stato più piccolo di chi in classifica lo precede. Per questo nel complesso del calcolo è soltanto nono.

8) – Brasile

Investe meno della Turchia e del Giappone pur precedendoli in classifica. Ma dispone di un territorio enormemente più grande. Considerando che il Giappone si estende su 377,835 km² e il Brasile su 8,511,965 km² capiamo bene che il complesso per stimare la potenza militare dello Stato non può prescindere totalmente dalla estensione. Fra i dieci comunque è quello con la flotta meno equipaggiata.

7) – Germania

La sorpresa parziale è già qui. Fra gli europei “forti” la Germania arranca. 46 Miliardi di investimento, 250 mila unità nell’esercito e la flotta aerea più debole (numericamente parlando) della top ten. Lo stato tedesco ha pagato la sconfitta nella seconda guerra mondiale.

6) – Francia

Se consideriamo soltanto il budget che i francesi destinano ogni anno a spese militari questo Stato sale al secondo posto. Nel complesso la potenza francese è la sesta del mondo. 225 mila i militari addestrati, 1100 aerei a disposizione. Nella classifica è sopra la Germania ma sotto alla…

5) – Inghilterra

INVESTIMENTO: 53 MILIARDI DI DOLLARI

PERSONALE MILITARE : 195.000 UNITÀ

La potenza scende, inesorabilmente.
Se questa classifica veniva stipulata cinquanta anni fa, era al secondo posto ma oggi l’esercito di sua maestà paga dazio. Soprattutto alla dimensione perchè delle dieci in classifica è la più piccola. Nel lungo periodo probabilmente andrà fuori dalla top 5.
Oggi è ancora lì, grazie a 53 miliardi di dollari di investimenti (già inferiori ai francesi) e una flotta aerea di tutto rispetto (quasi 2 700 aeroplani). Militari totali duecentomila.

4) – India

INVESTIMENTO: 33 MILIARDI DI DOLLARI

PERSONALE MILITARE : 1.325.000 UNITÀ

Investe meno dell’Inghilterra ma ovviamente è più forte. Merito di un territorio di dieci volte superiore e di un esercito con 1 milione e duecentomila unità in più! Con L’India proprio l’esercito, il personale umano supera il milione.

Una spaccatura è evidente fra le prime quattro (tutte sopra il milione) e le altre sei. L’India è uno stato emergente che di anno in anno investe più risorse per l’esercito. Attualmente però flotte aeree e navali sono ancora più deboli, numericamente e tecnologicamente, rispetto alla Francia e all’Inghilterra!

3) – Russia

INVESTIMENTO: 43 MILIARDI DI DOLLARI

PERSONALE MILITARE : 1.245.000 UNITÀ

Il podio divide il mondo. Il grande nemico degli Stati Uniti è stata la Russia che oggi però è solo il nemico numero due. Spende meno di Francia e Inghilterra, ha meno uomini dell’India ma ha una flotta aerea enorme, 6500 velivoli e un territorio letteralmente sconfinato.
La potenza della Russia (la storia di Hitler e quella di Napoleone lo hanno insegnato) si staglia su un paese impenetrabile, inconquistabile, grande il doppio degli Stati Uniti, quasi dieci volte l’Inghilterra. La classifica non può non tenerne conto. E così, se gli investimenti non sono nemmeno superiori a quelli giapponesi, come il Brasile anche la Russia vive lo spettacolo della propria immensità come una fra le armi più affilate da poter esibire.

2) – Cina

INVESTIMENTO: 59 MILIARDI DI DOLLARI

PERSONALE MILITARE : 2.225.000 UNITÀ

Tantissimi uomini. L’unica potenza in grado di contare su oltre due milioni di uomini. Ma: investe e spende meno della Francia ha una flotta navale un terzo di quella russa e un territorio enorme ma grande la metà. Il confronto con la prima, immaginiamo che è chiaro fin dall’inizio chi è il vincitore di questa classifica, la penalizza sotto ogni aspetto, soprattutto quello che concerne gli investimenti.
Ma la Cina è oramai una potenza economica consolidata e non è utopistico sostenere che nei prossimi anni il divario con l’esercito più potente del mondo tenderà ad assottigliarsi.  Attualmente è seconda, e enormemente distante dal diventare prima. Ma ambiziosa quanto basta per volerlo diventare

1) – Stati Uniti

INVESTIMENTO: 515 MILIARDI DI DOLLARI

PERSONALE MILITARE : 1.380.000 UNITÀ

La spesa militare statunitense è stratosferica. Da sola supera la somma delle altre nove potenze. Attestandosi a 515 miliardi di dollari. Più o meno nove volte gli investimenti cinesi. E’ stato calcolato che la Cina è la sola a superare i 2 milioni di soldati. Gli Stati Uniti ne impiegano 1,3 milioni ma: dispongono di 1600 navi (vs 760) di 22700 aerei (vs 2400) e, fattore fondamentale, è l’esercito più addestrato, tecnicamente più forte e tecnologicamente più all’avanguardia. La leadership degli Stati Uniti non pare essere in dubbio.
La forza dei numeri li colloca saldamente all’apice della classifica. Questo aspetto pare il solo a non essere in discussione, la forza “potenziale” di uno Stato si scontra con l’atto, la guerra in sé, che molto spesso esula dalle armi che si possiedono.

La fame di potere, continua a partorire le assurde posizioni delle grandi potenze, e rimane indifferente di fronte al megafono di Dio per risvegliare un mondo sordo: il dolore. Non c’è dolore presuppongo giustamente se gli eserciti continuano a essere alimentati e la popolazione continua a morire di fame

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