Cairo: Cinque morti nei tre attentati contro la polizia

Sabrina Carbone

briridL’Egitto, apprestandosi a celebrare il terzo anniversario della “rivoluzione del 25 gennaio 2011,” è stato segnato dal proliferare degli attacchi terroristici. Un attentatore suicida ha fatto precipitare la sua autobomba contro il quartier generale della polizia egiziana, il primo di una serie di tre attentati che hanno ucciso sette persone Venerdì, 24 gennaio, al Cairo, alla vigilia del terzo anniversario della rivolta che ha deposto Hosni Mubarak dal potere. Gli attacchi mirati contro le forze di sicurezza sono aumentati da quando l’esercito ha destituito il, 3 luglio del 2013, l’islamista Mohamed Morsi, l’unico Presidente eletto democraticamente in Egitto, e ha soppresso con il sangue qualsiasi manifestazione dei suoi seguaci. Poco dopo l’alba di Venerdì, un uomo ha aspettato che la polizia alzava la sbarra che ostruisce l’accesso alla strada che conduce alla sede della Direzione della polizia nel centro della città, per far precipitare la sua auto imbottita di esplosivo contro il pesante cancello che chiude l’accesso che porta all’edificio. L’esplosione ha scavato un profondo cratere sulla carreggiata e ha devastato la facciata del quartier generale della polizia distruggendo diverse sale del Museo d’Arte Islamica, che è sito di fronte all’edificio delle Forze dell’ordine. Quattro persone sono state uccise e oltre 70 sono i feriti. Tre ore più tardi, un’altra bomba di minore potenza è esplosa al passaggio di un’auto della polizia un pò più avanti, uccidendo un poliziotto. Un’ora dopo, un terzo ingegno ha causato solo danni materiali davanti a una stazione della polizia su un viale che porta alle piramidi di Giza in Cairo. Il Governo istituito dal capo dell’esercito e uomo forte del Paese, il generale Abdel Fattah al-Sisi, reprime da sette mesi ogni manifestazione dei sostenitori di Morsi. Oltre 1.000 persone sono state uccise e migliaia sono stati incarcerati, e sono per lo più membri della Fratellanza Musulmana, l’influente confraternita di Morsi che ha vinto tutte le elezioni dopo la caduta di Mubarak. Allo stesso tempo, decine di poliziotti e soldati sono deceduti negli attacchi rivendicati per lo più da un gruppo della penisola del Sinai ispirato ad Al-Qaeda, Ansar al-Beit Maqdess, rivendicando il “massacro” dei pro-Morsi. Il Governo, ha attribuito gli attentati ai Fratelli Musulmani, decretando questi ultimi una “organizzazione terroristica”. “Condanniamo l’attentato al Cairo e riaffermiamo il nostro impegno a lottare pacificamente contro il colpo di Stato”, ha immediatamente scritto su twitter venerdì una coalizione pro-Morsi guidata dai Fratelli Musulmani. L’Egitto  era in procinto sabato, 25 gennaio, di celebrare il terzo anniversario della “rivoluzione del 25 gennaio”, lanciata nel 2011 nel tumulto della primavera araba. Alla vigilia di questa giornata piena di pericoli, la polizia e i soldati sono stati schierati pesantemente nel centro del Cairo, dove ha sede l’iconica piazza Tahrir, cuore della rivolta. I pro-Morsi hanno invitato a manifestare per 18 giorni – la durata del movimento popolare che ha messo fine l’11 febbraio del 2011, ai tre decenni di potere assoluto di Hosni Mubarak. Ma il Ministro degli Interni ha avvertito che la polizia risponderà con “fermezza” a ogni tentativo “di sabotaggio delle cerimonie dei Fratelli Musulmani”, e ha invitato gli egiziani a scendere pesantemente in piazza per celebrare il, 25 gennaio, e per sostenere il Governo. A partire da Venerdì, due persone sono state uccise nelle proteste pro-Morsi fuori dal Cairo, i decessi come accade ogni giorno in questi raduni sono stati registrati anche a metà agosto. Un centinaio di manifestanti sono stati arrestati. Poco dopo l’attacco contro la direzione della polizia, in mezzo ai vetri rotti, al ferro e al legno, decine di residenti hanno schernito la Fratellanza Musulmana, agitando il ritratto del generale Sissi, Vice Primo Ministro e Ministro della Difesa, che non fa più mistero delle sue intenzioni di volersi candidare alle elezioni presidenziali, promesse per il 2014. Giovedì scorso, Amnesty International ha denunciato la “violenza senza precedenti” dei diritti dell’uomo da parte delle autorità e di un “tradimento di tutte le aspirazioni” della rivolta del 2011.link aiuo

Source: lexpressiondz

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