Sua Eccellenza, Dr. Acc. Colombo Marco Lombardo di Villalonga – Scuole sicure: generazione paranoica

530380_4674737277999_216861150_nL’allarme bomba era una semplice bufala, ma lo scorso, 14 gennaio, i funzionari della High School di Hebron, un liceo vicino Dallas, non hanno voluto prendere rischi: hanno chiamato la polizia e hanno chiuso l’edificio. A 3.000 km di distanza, un collegio di Stato di Washington lo stesso ha chiuso i battenti dopo che uno studente aveva preso parte a un corso con una pistola di plastica. Al contrario, nella Scuola Berrendo Middle a Roswell, New Messico, l’allarme era testato e il fucile era vero: Martedì, 14 gennaio, uno studente del quinto è entrato nella palestra armato di un fucile a canne mozze e ha aperto il fuoco sui suoi compagni, ferendo due persone. I funzionari scolastici e gli insegnanti, che erano stati preparati da lungo tempo a questo tipo di tragedia, hanno fatto chiudere i locali mentre la polizia e i genitori accorrevano sul posto. Per gli studenti nelle scuole americane, le evacuazioni degli edifici scolastici sono diventati parte della vita quotidiana: Le esercitazioni sono diventate una routine per la generazione cresciuta all’ombra delle tragedie di Columbine (che ha provocato 13 vittime nel 1999 in Colorado) e di Sandy Hook (che ha ucciso 28 persone in una scuola elementare nel dicembre del 2012 nel Connecticut). Nella scuola materna, i bambini imparano a nascondersi tra gli scaffali e a rimanere lì senza fare rumore. Nelle scuole, gli insegnanti mettono in guardia i loro studenti contro la luce del loro schermo del telefono, che può renderli dei bersagli. E i genitori, ricevono regolarmente dalle autorità scolastiche gli sms che annunciano la chiusura dello stabilimento del loro figlio. La procedura è chiara: al minimo accenno di pericolo, gli insegnanti devono subito spegnere tutte le luci, chiudere le porte della loro stanza a chiave e ordinare ai propri studenti di posizionarsi agli angoli o vicino agli armadi. La direzione scolastica, ha il dovere di chiamare la polizia. Nel frattempo, dopo pochi minuti o diverse ore, gli studenti sono trincerati nella loro classe e passano il tempo, a inviare messaggi di testo, a giocare a carte o a fare giochi da tavolo, o aspettano semplicemente di sapere che non c’è più pericolo.

Arsenale di sicurezza

Queste chiusure fanno parte dell’arsenale delle nuove misure di sicurezza messe in atto negli ultimi dieci anni nelle scuole, oltre alle telecamere di sorveglianza, alle porte a chiusura automatica e alla presenza della polizia nelle scuole. La maggior parte degli Stati americani hanno adottato una nuova legislazione che richiede alle scuole di adottare le procedure di sicurezza, alcuni di questi, il Michigan, il Kentucky e il North Dakota impongono espressamente esercizi di chiusura. Alcuni di questi esercizi sono semplici: il Preside fa un annuncio e gli studenti restano al loro posto, in silenzio, nelle classi immerse nel buio. Ma in alcune scuole, la polizia e i funzionari dell’edificio scolastico simulano una sparatoria, camminando per i corridoi in maniera frenetica e controllano le chiusura delle porte. Per questi leader istituzionali e per alcuni esperti, questi esercizi sono un modo semplice e intelligente per proteggersi dal peggio, allo scopo di contribuire a migliorare la sicurezza degli studenti e a insegnare loro come comportarsi con calma e disciplina in caso di una sparatoria o di un’altra tragedia.

Sequele psicologiche

Da parte dei genitori, tuttavia, c’è la preoccupazione che i bambini vivono ora in un clima scolastico di paura e di paranoia. Nel Nord Carolina, la scuola del piccolo Jackson Green, di 5 anni, ha già subito due chiusure dall’inizio dell’anno scolastico, una per esercizio, e un’altra per motivi reali. Lui e i suoi compagni di classe hanno dovuto ogni volta rannicchiarsi in un angolo, non in vista, della classe fino a quando il maestro non gli ha riferito che il pericolo era scampato. L’11 ottobre, la scuola è rimasta chiusa durante la mattinata dopo che uno studente del CM2 aveva riferito di aver visto nel recinto scolastico uno sconosciuto – che poi era un genitore. Nell’edificio, le cui entrate sono monitorate dalle telecamere, le porte erano bloccate durante l’orario scolastico, e sono stati avvisato sia i genitori che la polizia. “Questo ha provocato inevitabilmente un impatto sullo stato psicologico dei bambini, i quali sono sempre all’erta”. Questo pericolo è presente in ogni momento per loro, ha dichiarato Sarah Green, la madre di Jackson aggiungendo: “pensano solo a questo”.link aiuo Official website AIUO: http://ftp.aiuoumanitariaopere.altervista.org/index.html

Source: courrierinternational

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