L’Unesco punta il dito contro la scarsa educazione di qualità

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Traduzione a cura di Dott.ssa Sabrina Carbone per SEBAL company

Il dieci per cento della spesa mondiale per l’istruzione primaria va perso in una formazione di qualità scadente che non permette ai bambini di imparare, avverte l’United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization (UNESCO) in un rapporto pubblicato Mercoledì, 29 gennaio. Secondo l’11° “Global Monitoring Report on Education for All”, il costo associato ai 250 milioni di bambini nel mondo che non hanno un’istruzione di base comporta una perdita di circa 129 miliardi di dollari. In totale, 37 paesi perdono almeno la metà della somma che spendono per l’istruzione primaria, perché i bambini non apprendono. La scarsa qualità dell’istruzione provoca un alto tasso di analfabetismo. Nei paesi poveri, quasi 175 milioni di bambini – circa un quarto dei giovani – non sa leggere tutto o in parte una frase. In molti paesi dell’Africa sub-sahariana, per esempio, il rapporto rivela che tra i bambini più svantaggiati, solo uno su cinque ha finito la scuola primaria imparando le nozioni di base nella lettura e in matematica. Nei paesi terzi analizzati dal rapporto, meno di tre quarti degli insegnanti della scuola primaria sono formati in una struttura secondo le norme nazionali. Nell’Africa occidentale, dove alcuni bambini acquisiscono le nozioni preliminari, gli insegnanti precari percepiscono bassi salari e poca formazione professionale e questa dato rappresenta più della metà del corpo degli insegnanti. Anche nei paesi ad alto reddito, i sistemi di istruzione non riescono a soddisfare le esigenze delle grandi minoranze. In Nuova Zelanda, mentre quasi tutti gli studenti provenienti da famiglie ricche hanno raggiunto gli standard di base a livelli 4 e 8, solo due terzi degli studenti svantaggiati hanno avuto successo nei loro studi. Nei paesi ricchi, gli immigrati sono abbandonati a se stessi: in Francia, per esempio, meno del 60% degli immigrati ha raggiunto il livello minimo nella lettura. Sulla base delle tendenze attuali, la relazione prevede che bisognerà attendere il 2072 affinchè tutte le giovani donne nei paesi in via di sviluppo e in quelli più poveri siano alfabetizzate, e forse nel prossimo secolo tutte le ragazze delle famiglie povere nell’Africa sub-sahariana completeranno il primo ciclo d’istruzione secondaria. La relazione sottolinea che per raggiungere un’istruzione di qualità tutti i Governi dovranno fornire degli insegnanti qualificati, concentrare le loro politiche su questo tema e soddisfare le esigenze dei soggetti svantaggiati. Questo significa attrarre migliori candidati verso l’insegnamento, fornire una formazione adeguata, assegnarli delle aree dove c’è più bisogno, e offrire loro incentivi allo scopo di impegnarli a lungo termine in materia di istruzione. “Gli insegnanti hanno il futuro di questa generazione nelle loro mani”, ha dichiarato il Direttore Generale dell’UNESCO, Irina Bokova. “Abbiamo bisogno di assumere 5,2 milioni di insegnanti entro il 2015, dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi per contribuire a garantire il diritto ai bambini all’istruzione universale, gratuita e di qualità”. La relazione dimostra che offrire un’istruzione equa e di qualità per tutti può generare grandi benefici economici, aumentando il prodotto interno lordo pro capite di un paese del 23% in 40 anni.

Source: allafrica

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