“Contendiamo la nostra libertà”

Sabrina Carbonebririda0-775

Solo l’entità sionista imprigiona i morti. Centinaia di martiri palestinesi e arabi sono sepolti e confiscati dagli occupanti che rifiutano di restituire i corpi alle loro famiglie. 4 “cimiteri” sono tenuti segreti, ma le loro posizioni sono ormai note. E’ probabile che ce ne siano altri. Dopo numerose battaglie legali, alla fine, le autorità dell’occupazione hanno accettato di rilasciare i corpi dei martiri. Fatima Abdel Karim, capo dell’informazione della “campagna nazionale per il recupero dei corpi dei martiri”, ha dichiarato che l’occupante dei martiri imprigionati per 40 anni, rifiuta anche di confermare alla famiglia che il loro figlio è morto, senza fornire altre notizie sulla sua sorte. Secondo la “campagna”, 446 corpi dei martiri sono sepolti nei cimiteri. Per Abdel Karim, la prigionia dei corpi dei martiri è un mezzo di tortura per le famiglie palestinesi e per i martiri. Per l’entità sionista, è un mezzo di pressione e di punizione collettiva dei palestinesi. Gli avvocati ritengono che la confisca dei corpi dei martiri è un “crimine di guerra” che la “comunità internazionale” coscientemente ignora, perché si tratta di uno Stato di occupazione. Nei mesi scorsi, quando il primo corpo (91) è stato rilasciato, i palestinesi avevano organizzato il funerale collettivo in Cisgiordania e a Gaza, ricordando a loro stessi e al mondo gli atti eroici e il coraggio dei martiri caduti per liberare la Palestina. Sono stati momenti intensi, politicamente, moralmente e emotivamente, sia per le famiglie che per le organizzazioni palestinesi ai quali questi combattenti martiri appartengono. Temendo una ripetizione di quei momenti, l’occupazione sionista ha deciso che la seconda consegna dei 36 corpi avverrà con il contagocce. Da metà gennaio, quindi i corpi dei martiri sono stati rilasciati, uno alla volta, o talvolta due alla volta, con l’obbligo di seppellirli nel silenzio. L’entità coloniale teme ciò che i rappresentanti di questi martiri e le lezioni che possono trasmettere al loro popolo. Il corpo legislativo dei coloni (Knesset) ha approvato il progetto di legge che impone l’alimentazione forzata dei prigionieri palestinesi in sciopero della fame. Dopo l’eroico sciopero della fame di Samer Issawi e il grave deterioramento del suo stato di salute, che ha rappresentato una forte pressione sui sionisti, ma anche su molti prigionieri in detenzione “amministrativa” o sui pazienti che hanno iniziato lo sciopero della fame negli ultimi anni, i sionisti hanno voluto aggiungere un carattere “legale” ai loro crimini votando la legge. Tuttavia, essi hanno ucciso i prigionieri palestinesi in sciopero della fame nel 1980 alimentandoli in maniera forzata, anche senza delle norme: Ali Jaabari, Rassem Murawgha Halawi e Ishaq sono stati uccisi da questo metodo. Da parte sua, Issa Qaraqi, Ministro incaricato dei prigionieri liberati nel Governo di Ramallah ha chiesto l’intervento della comunità internazionale per abolire la legge, che come lui stesso ha dichiarato è “la legge della morte” dei prigionieri.link aiuo

Source: info-palestine

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