Niger richiede intervento nel sud della Libia

Sabrina Carbonebririd

“Bisogna intervenire militarmente in Libia, più precisamente nel sud” questa è la richiesta del Niger su RFI tramite il suo Ministro degli Interni, Massoudou Hassoumi. Questa non è la prima volta che questa vasta regione viene presentata come il nuovo santuario jihadista, ma la raccomandazione non era mai stata così chiara. Questo appello di aiuto, questa comunicazione mirata a preparare l’opinione pubblica, non determina l’esatto significato delle dichiarazioni Massoudou Hassoumi. Per il Ministro degli Interni del Niger, “Il sud della Libia è un incubatore di gruppi terroristici”. Una chiara espressione, presa in prestito da James Clapper. Infatti il direttore della National Intelligence aveva usato le stesse parole, il 29 gennaio.

Per il Pentagono, il Sahel è diventato un “incubatore” jihadista

Il sud della Libia è presentato, fin dall’inizio dell’intervento Serval in Mali, come l’area di declino, di scarsa fornitura di cibo, di armi, come il nuovo “Santuario” jihadista. Per le autorità nigeriane, è chiaro che è necessario l’intervento militare. “E’ perfettamente legittimo, che la Francia, gli Stati Uniti intervengano per sradicare la minaccia terroristica”, ha dichiarato Massoudou Hassoumi. A quanto pare, l’idea di un intervento internazionale in un paese sovrano non ha scioccato il Ministro nigeriano, che conclude: “Questi poteri devono fornire un intervento after-sale contro Gheddafi”. Il Niger, che ha una frontiera comune con la Libia, teme ulteriori attacchi da parte dei gruppi armati, diversi dei quali negli ultimi mesi sono avvenuti nella capitale, ma anche contro gli edifici di Areva nel nord del paese. Infine, il Niger è un alleato delle potenze occidentali nella regione. Gli Stati Uniti hanno informazioni importanti a Niamey. I francesi hanno, loro stessi, una base per le forze speciali.

Source: allafrica

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