I comodi di tutti ma non del popolo

firmato Sabrina Carbonebririd

Ucraina, il Parlamento caccia Yanukovic, crolla il regime Timoshenko. L’Ucraina è libera dal regime ma speriamo anche qui non sia un déjà vu. I regimi cadono, le dittature cadono ma alla fine, a conti fatti, il popolo resta sempre indietro affamato di libertà. Nella maggior parte dei casi non c’è stata una giusta dose di uso del potere. Quando vengono organizzate le elezioni, gli oratori politici indipendentemente che essi siano al potere o all’opposizione usano la loro dialettica, unica arma di convinzione, per sollecitare il popolo a votare per questo o l’altro candidato. Le parole non stanno mai da sole ma sono accompagnate dai fatti. Ma alla fine restano solo un fiume di parole, il commercio non sfonda, l’occupazione non aumenta, e tutto resta passivo, una pioggia demagogica di parole che serve da ombrello per arrivare al potere e chiunque ci sale deve garantire ciò che ha promesso e costruire un dialogo costruttivo con l’opposizione, è un obbligo morale. Indipendentemente che lo Stato sia una Repubblica o una Monarchia o un Regime, ogni persona che governa o regna deve rendere grazie al suo popolo senza creare il suo malcontento. Quando il popolo non approva vuol dire che il potere nelle proprie mani non è stato impiegato bene. Cari politici non state sempre seduti in poltrona scendete per le strade e incontrate il vostro popolo, quello che paga le tasse, quello che vi ha dato un voto per salire sulla poltrona e quello che ha creduto in voi eleggendovi. In questo discorso mi viene in mente un bellissimo libro di Kafka che invito tutti a leggere “Il Castello”. Nel Castello di Kafka tutti avevano una mansione, pagavano tutti i dazi e regnava il silenzio. Questa è la scena che apre questo bellissimo libro. La vita di ogni Stato dovrebbe, uso un ipotetico, essere così. Idilliaco, ma tutti aspiriamo alla pace e alla serenità. Un Governo o un regnante devono garantire al proprio popolo diritti e doveri. Ogni popolo ha il diritto di vivere nel proprio Stato tutelato nel suo lavoro, nella sua famiglia e nel suo commercio. Non è diplomatico ed è anche anti-etico sovrastare il popolo, approfittarsi del pane che loro portano. Ricordate che è dal popolo che arriva tutto e da nessun altro. Per preparare un popolo alla democrazia e alla libertà bisogna essere in primo luogo democratici e liberi per capire che nella democrazia nella libertà non c’è disuguaglianza. Il ‘Mea culpa’ non è solo di tutti coloro che hanno gestito male un teatro politico, portando in scena i propri interessi. Mea culpa è anche di questi Stati esterni che invadono il territorio di un altro Stato per portare la pace, o come dicono loro un margine di civiltà. Le grandi potenze come USA, Francia, Gran Bretagna, Russia, che sono gli eterni colonizzatori di sempre, vanno sul posto con l’eterno alibi di una missione di mantenimento della pace ma è solo per far ingrassare le loro compagnie petrolifere, il loro commercio, e una volta che il territorio è stato ben prosciugato e saturo c’è la conclusione del mantenimento della pace. La pace non si mantiene è una costante della libertà e della democrazia. Queste invasioni di campo le reputo futili. Arrivano sul territorio, spiegano le loro forze perchè altrimenti non sanno cosa farsene, spiegano le ultime trovate belliche, aerei supersonici, armi all’ultima moda, giganti petroliferi, energetici, ma la guerra non ha mai fine come mai? Dov’è questo mantenimento della pace se poi sono loro stessi sullo scacchiere politico a orchestrare le mosse? Alla fine sono loro, le potenze che rimangono in auge e il popolo continua a perire. In Afganistan gli USA hanno creato una struttura militare grande quanto una città che non serve a nulla, peggio ancora non sarà mai utilizzata. In Libia è ancora peggio. La platea non applaude questo scempio. Sembra realmente tutta una farsa dal momento che in questo modo possono snellire tutto quello che hanno accumulato e investito negli armamenti terrestri, aerei e marittimi. Dove approdano c’è sempre un grande scompiglio, il popolo non è un burattino, il popolo prima di tutto è persona. Auguro all’Ucraina che non sia un déjà vu, Mea culpa a chi non ha saputo amministrare, e mea culpa a chi ha voluto colonizzare senza saperlo fare. Nessuno è senza peccato su questo mappamondo. Tutto questo porta solo a una carestia del genere umano, tutto quello che avete fatto non è servito a niente, e allora tutta questa guerra, questa atmosfera bellica è solo servita a incoraggiare i comodi di tutti ma non del popolo.link aiuo

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