Libia: bisogna rimpiangere Gheddafi?

firmato Sabrina Carbonebririd

Il 17 Febbraio 2014, ha segnato il terzo anniversario del famoso “giorno della rabbia” che ha portato alla caduta del regime del colonnello Muammar Gheddafi, ma anche alla sua liquidazione fisica e nel modo più orribile. In realtà e bisogna ammetterlo, il colonnello è stato ucciso mentre doveva avere un processo perchè ogni persona ha il diritto di difendersi. La tragica morte di questo leader a torto o a ragione considerato come “il diavolo incarnato” non ha curiosamente permesso alla Libia di superare la tragedia politica. In realtà bisognava dosare la libertà con il contagocce perchè i suoi nemici hanno promesso di trovare nella sua morte la democrazia, la libertà. Lo hanno ucciso per vendetta, per rivalsa tutto questo di certo non ha portato al benessere del paese ma al suo regresso. Cari libici, vi siete fatti abindolare da false promesse pensavate di trovate cosa l’America? La libertà? L’America non è nemmeno l’Italia informo i profughi che arrivano. Quella che state vivendo non è libertà, ma solo il frutto di un lavaggio del cervello perchè non aspiravano a voi ma al vostro petrolio. Quando un personaggio è scomodo e vive in un contesto appetitoso che si lascia gestire facilmente, la prima cosa che fanno è togliere in un modo o nell’altro il personaggio scomodo. In molti hanno accolto con favore la sua morte, ma nessuno dice quello che invece il colonnello ha fatto: ogni cosa che veniva importata in Libia automobili, panni o altro il 40% lo pagava il Governo. Adesso cosa importate se le compagnie dei Balcani non vogliono tornare in Libia perchè non hanno nessuna garanzia. Perchè nessuno dice che il colonnello dava agli studenti dei sussidi per i loro studi all’estero. Perchè non dite che alla fine avevate da mangiare ,c’era il commercio e ognuno aveva la sua parte. In Italia è la stessa cosa hanno fatto di tutto per uccidere Mussolini, ma alla fine Mussolini ha perso la guerra per civilizzare l’Africa, ma doveva civilizzare gli italiani, grazie a lui oggi c’è la pensione in Italia, le strade al tempo erano pulite, e non solo dava anche le sovvenzioni alle famiglie per riprodursi. Oggi in Italia siamo al terzo Governo di non eletti e siamo in democrazia.  Questo vi deve far riflettere. Le nuove autorità in Libia stanno ancora lottando per stabilire uno Stato genuino, in grado di portare stabilità politica e prosperità economica che vantava invece quando era alla “Guida” del defunto colonnello e fanno anche fatica a pagare gli stipendi. Hanno voluto per forza arrivare alla democrazia pensando di trovare l’oro nero, ma l’oro nero lo avete in casa e la sua produzione scende mentre prima saliva. La libertà è questa? Vi piace davvero questa libertà? Esistono i diritti? Ma che avete combinato per ridurre una gemma di paese in una fogna. Non si può fare a meno di chiedersi se alcuni libici in definitiva non devono rimpiangere il loro “Presidente”. Avete creduto ma avete creduto male, siamo burattini, la libertà non sono i murales che avete dipinto per le strade, la libertà è la coscienza di tutelare il vostro paese ma non lo avete fatto e adesso siete una facile preda e lo continuerete a essere fino a quando qualcuno non si prenderà davvero cura di voi. La rivoluzione di febbraio del 2011 non ha solo creato una situazione peggiore di quella che potevate immaginare. Il minimo che posso dire è che il frutto è così amaro oggi che “è difficile prevedere la fine del tunnel”. Con un Governo incapace di fornire al paese una Costituzione e, pertanto, istituzioni in grado di ricreare le speranze del Governo come previsto. Vi dovete preoccupare non stuzzicarvi tra di voi. Siete stati plasmati come la creta, siete stati gestiti. Inoltre, la violenza politica e diplomatica è diventata la sorte del popolo e dei partner della Libia. Quando le attuali autorità hanno annunciato che non sono in grado di far fronte al pagamento degli stipendi dei dipendenti pubblici di quest’anno, non è sorprendente che alcuni arrivano a rimpiangere Gheddafi. E molto seriamente.

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