Crimea. Perché gli occidentali hanno le mani legate di fronte a Mosca

Sabrina Carbonebririd

Diversi canali possono essere presi dall’Occidente per cercare di fermare Mosca nel suo uso dell’esercito in Crimea. Eppure sembrano essere tutti dei vicoli ciechi. Mentre i 28 membri della NATO sono riuniti questa Domenica, 2 marzo, l’Europa e i paesi del Nord America sono impegnati al capezzale dell’Ucraina. Barack Obama ha usato parole molto forti avvisando Vladimir Putin di possibili rappresaglie. Al Parlamento, a Kiev, i deputati hanno fatto appello alla comunità internazionale, invocando la violazione da parte di Mosca del “Memorandum di Budapest” firmato nel 1994. Ma che cosa esattamente possono fare gli occidentali in questa crisi?

La violazione del Memorandum di Budapest

Mentre il Presidente russo Vladimir Putin ha ricevuto ieri, Sabato, 1 marzo, dal Parlamento il via libera per “l’uso della forza armata” in Ucraina, soprattutto in Crimea, il Primo Ministro ucraino Arseniy Yatsenyuk ha invitato Mosca a “non violare il Memorandum di Budapest”. Che cosa è questo testo al quale fa riferimento il nuovo Primo Ministro? Può questo documento impedire a Mosca di annettere la Crimea? Il testo chiamato pienamente “Memorandum di Budapest sulla garanzie di sicurezza” era stato firmato nel 1994 dall’Ucraina, dalla Russia, dagli Stati Uniti è un protocollo diplomatico nel quale i firmatari si assumono l’impegno gli uni verso gli altri della denuclearizzazione delle ex Repubbliche sovietiche. In particolare, l’Ucraina aveva promesso di eliminare tutte le armi nucleari dell’epoca sovietica dal suo territorio coinvolgendo gli altri firmatari a riconoscere e a rispettare l’integrità e la sovranità dell’Ucraina come Stato indipendente. I firmatari si impegnavano inoltre nell’articolo 2 del memorandum a non lanciare qualsiasi operazione militare in Ucraina, e nessuna operazione di occupazione. Alcuni impegni oggi sono stati negati dalla Russia se ammettiamo che Mosca ha infatti inviato truppe in Crimea – gli uomini armati presenti sul territorio non portano in gran parte nessun segno distintivo. Tuttavia, il memorandum non ha alcuna misura restrittiva in caso di mancato rispetto di uno o più punti del trattato. Il 5° e ultimo articolo si limita ad indicare che gli Stati firmatari si impegnano a “consultarsi nel caso in cui venga posta una questione in merito agli eventuali impegni” di cui sopra. Nessuna eventuale sanzione.

Che possono fare gli Stati Uniti?

“Gli Stati Uniti saranno solidali alla comunità internazionale sottolineando che qualsiasi intervento militare in Ucraina avrà un costo”. Barack Obama è stato molto deciso Venerdì, 28 Febbraio. Ma quale può essere il costo di cui parla il Presidente degli Stati Uniti? Diverse opzioni a sua disposizione:
La prima: annullare la presenza della Russia al vertice del G8 di giugno, tappa per un possibile accordo commerciale con la Russia, o semplicemente annullare il vertice. I preparativi per la riunione sono già congelati e il Presidente degli Stati Uniti ha avvertito il suo omologo russo Sabato durante una conversazione telefonica che se “la Russia continuerà a violare il diritto internazionale ciò comporterà un maggiore isolamento politico ed economico”. Questa minaccia è stata accentuata oggi Domenica, 2 marzo, dal segretario di Stato degli Stati Uniti sulla NBC: “Vladimir Putin, non potrà avere (vertice) il G8 a Sochi, e se continuerà in questo modo non parteciperà al G8”. “Se la Russia vuole essere un membro dei paesi del G8 deve comportarsi come un paese del G8”, ha ribadito ancora una volta il capo della diplomazia americana.

Prendere in considerazione sanzioni economiche.

Per l’ex ambasciatore americano Michael McFaul, che ha appena dato le dimissioni, “bisogna aprire un dibattito serio e in tempi stretti sulle sanzioni economiche in modo che i russi si rendano conto che ci saranno dei costi”. “Devono sapere che avranno delle conseguenze che dovranno essere identificate prima di prendere altre misure”. Ma resta difficile precisare queste leve, spiega Peter Baker al “New York Times”: la Russia è ricca di risorse naturali e, quindi, è indipendente in questo senso. E’ anche la principale fonte di gas naturale in gran parte dell’Europa, che gli offre un grande vantaggio rispetto a molti alleati degli Stati Uniti. Rimane la questione delle sanzioni bancarie, ma ancora una volta, alcuni europei possono essere riluttanti a sostenere questa tendenza.

Infine. Organizzare lo spiegamento delle navi da guerra americane nella regione

Già nel 2008, durante lo spiegamento delle truppe russe in Georgia per l’annessione dell’Ossezia del Sud, George W. Bush aveva mosso le navi statunitensi nella regione e aveva fornito un trasporto di truppe ai soldati georgiani stazionati in Iraq, allo scopo di farli tornare a casa. Una sorta di minaccia militare rimane senza giorno. Mosca sa che gli Stati Uniti non sono preparati a una eventuale guerra.

E la NATO?

“Ciò che fa la Russia in Ucraina viola i principi della Carta delle Nazioni Unite. Ciò minaccia la pace e la sicurezza in Europa”, ha spiegato il segretario generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, Domenica, 2 marzo, poco prima dell’inizio di una riunione di crisi a Bruxelles, convocata su richiesta della Polonia. “La Russia deve fermare le sue minacce e le attività militari”, ha aggiunto. L’Ucraina ha collaborato per molti anni con la NATO, con la quale ha firmato nel 1997 un partenariato. Ma non è un membro. La NATO non può quindi intervenire ulteriormente sulla questione ucraina. La sola manovra: una protesta in forma corretta.

Le Nazioni Unite?

Unico organo competente ad intervenire nel caso dell’Ucraina, le Nazioni Unite anche loro rimangono paralizzate. Oltre al Memorandum di Budapest, molte disposizioni di diritto internazionale garantiscono all’Ucraina e a gli Stati Uniti in generale, il rispetto della loro integrità territoriale. In primo luogo l’articolo 1 della Carta delle Nazioni Unite nel quale si afferma che uno degli obiettivi dell’istituzione è quello di “reprimere gli atti di aggressione o altre violazioni della pace”. Il Ministro degli Esteri, Laurent Fabius ha certamente fatto appello questa Domenica a una “mediazione diretta tra i russi e gli ucraini, sia attraverso l’ONU o l’OSCE” (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa)”. Ma questa via sembra già da adesso difficile da prendere, appena incaricato della missione di andare in Crimea, l’inviato speciale delle Nazioni Unite in Ucraina , Robert Serry, Sabato già era tornato indietro. A proposito di una remissione del Consiglio di Sicurezza, a cosa servirà, con la possibilità per la Russia di porre il veto a qualsiasi risoluzione?

Source:tempsreel.nouvelobs

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