Camerun, la stigmatizzazione legata all’HIV

Sabrina Carbonebririd

Le persone che sono affette da HIV/AIDS in Camerun, dove il tasso della malattia è prevalente ed è anche il più alto dell’Africa dell’ovest e dell’Africa centrale, sono vittime di una stigmatizzazione generale. Alcuni trovano difficoltà a ottenere un prestito bancario, altri subiscono maltrattamenti negli ospedali, rendono noto i pazienti e gli osservatori. “Un buon numero di persone portatrici di HIV/AIDS, in Camerun sono discriminate, nella pratica corrente negli ambienti professionali e nelle istituzioni di servizio, come le Banche, le compagnie di assicurazione e gli ospedali”, ha dichiarato Isaac Bissala, Presidente dell’Unione generale dei lavoratori del Camerun. “Sebbene un gran numero di portatori di questa malattia conducono una vita normale in Camerun, l’HIV è ancora considerato come una malattia mortale”, ha precisato a IRIN, Bissala. Circa 600.000 camerunesi sono infetti dall’HIV, ossia il 4,5% secondo le statistiche fornite dal Programma comune delle Nazioni Unite sull’AIDS, (ONU-AIDS). Dal 2007, i trattamenti antivirali, (ARV), sono gratuiti in Camerun. La decisione di rendere i trattamenti gratuiti mira soprattutto a rifiutare la credenza popolare secondo la quale le persone che hanno l’HIV sono condannate a morire, ha indicato David Kob del comitato nazionale della lotta contro l’AIDS. Malgrado gli sforzi fatti dal Governo per assicurare i trattamenti gratuiti  ARV, per decentralizzare i centri di trattamento e mettere in servizio dei programmi di sostegno ai pazienti colpiti dall’AIDS, i miti e le discriminazioni a esso associati sono molto diffusi, ha continuato Bissala, sottolineando che non c’è una legge che tutela le persone affette dall’HIV contro la discriminazione. Il codice di lavoro camerunese proibisce ogni forma di discriminazione in Camerun, dal momento che spesso i pazienti sono stigmatizzati e si discriminano da se stessi, senza fare nessuna segnalazione alle autorità”, ha concluso Kob.

Source: allafrica

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