Mauritania: ‘Roadmap’ per sdradicare la schiavitù

Sabrina Carbonebririd

Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con l’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani. Il Governo mauritano adotterà il prossimo, 6 marzo, una ‘roadmap’ per sradicare la schiavitù. L’annuncio è stato dato Giovedì, 28 febbraio, a Nouakchott dal relatore speciale delle Nazioni Unite sulle forme contemporanee di schiavitù, Gulnara Shahinian, dopo una visita di quattro giorni svolta in Mauritania. Questo è un ulteriore passo verso l’eliminazione della schiavitù nel paese. Shahinian aveva fatto la sua prima visita ufficiale in Mauritania nel 2009. Lo scopo del suo recente soggiorno è quello di valutare gli sviluppi fin dal primo viaggio in uno degli ultimi paesi in cui la schiavitù persiste. Il piano è stato sviluppato in collaborazione con l’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani. Il relatore delle Nazioni Unite ha reso noto che sono stati registrati dei progressi nella lotta contro la schiavitù moderna nel paese, ma ha invitato Nouakchott a fare di più per eliminare questa piaga una volta per tutte. “Mi congratulo con il Governo della Mauritania per le misure prese dalla mia ultima visita nel 2009 e per il suo impegno a porre fine alla schiavitù nel paese”, ha commentato Shahinian. Nel 2007, il Governo mauritano aveva adottato la legge che criminalizza la schiavitù, ma questa legislazione, “deve essere ancora pienamente attuata per portare cambiamenti positivi nella pratica”, ha aggiunto. L’esperto ha espresso la sua preoccupazione per il basso numero di procedimenti penali ai sensi della legge del 2007, che dovrà essere modificata per garantire una migliore protezione delle vittime riconosciute come schiavi. La pratica è, comunque, vietata in Mauritania dal 1981 ed è considerata un crimine in seguito alla riforma della Costituzione nel 2012. Inoltre, le persone incolpate di schiavitù possono essere condannate fino a dieci anni di prigione. Il relatore delle Nazioni Unite ha accolto con favore l’annuncio della creazione di un tribunale speciale per perseguire i crimini della schiavitù. Ha anche elogiato l’arsenale legislativo varato nel 2011 per proteggere i diritti dei lavoratori domestici. Shahinian ha asserito, tuttavia, che è indispensabile implementare soluzioni mirate e su misura per gli ex schiavi. Pertanto, a suo giudizio, la tabella di marcia sarà sviluppata con una “serie di progetti economici che saranno un grande contributo per le popolazioni interessate”. Durante il suo soggiorno che è iniziato il, 24 febbraio, ha incontrato il Il Presidente Mohamed Ould Abdel Aziz, il capo del Governo Moulaye Ould Mohamed Laghdaf, come anche le organizzazioni che difendono i diritti umani e il lavoro. Le ONG anti-schiavitù sono molto attive nel paese, ma non hanno il diritto a costituirsi parte civile nel processo contro gli accusati di schiavitù.

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