‘Bambini, non soldati’

Sabrina Carbonebriridirin-afghanistan

Il rappresentante speciale del Segretario Generale sui bambini e i conflitti armati, Leila Zerrougui, e il direttore generale del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF), Anthony Lake, Giovedì, 6 marzo, hanno lanciato una nuova campagna per porre fine al reclutamento e l’uso dei bambini nelle forze governative nei conflitti entro il 2016. “E’ stato raggiunto un consenso tra gli Stati membri affinchè nessun bambino sia assunto o utilizzato dalle forze governative durante il conflitto”, ha dichiarato Zerrougui in un comunicato stampa. “È giunto il momento per la comunità internazionale per essere uniti e voltare pagina, allo scopo di portare a termine una volta per tutte, il reclutamento e l’impiego dei bambini da parte delle forze di sicurezza durante i conflitti”. In tutto il mondo, migliaia di ragazzi e ragazze vengono reclutati nelle forze governative e dai gruppi armati dell’opposizione e sono utilizzati come cavie, come combattenti, cuochi, facchini, messaggeri, o altri ruoli. Le ragazze – e talvolta i ragazzi – sono anche reclutati per scopi sessuali. “Il reclutamento e l’impiego dei bambini da parte delle forze armate deve cessare”, ha scandito Lake. Con la campagna ‘Bambini, non soldati’, la questione può avere la priorità e l’attenzione che merita. Quando aiutiamo un ex bambino soldato a superare una terribile esperienza e a prepararsi per un nuovo futuro, noi non mettiamo solo riparo a una vita spezzata, ma cominciamo a sanare le ferite di una nazione dilaniata dalla guerra”. L’elenco delle parti in conflitto che reclutano e utilizzano dei bambini è incluso nell’allegato della relazione annuale del Segretario Generale sui bambini e i conflitti armati. Da dieci anni, il Consiglio di Sicurezza ha invitato tutte le parti a lavorare con le Nazioni Unite e a preparare piani d’azione con un calendario per fermare e prevenire il reclutamento e l’impiego dei bambini. Attraverso questo meccanismo, il Consiglio ha consentito ai Governi di affermare il loro impegno a garantire che i bambini non facciano parte delle forze di sicurezza e che ricevano l’aiuto di cui hanno bisogno per trasformare questo impegno in realtà. Attualmente, otto forze di sicurezza governative sono sulla lista delle forze che reclutano e utilizzano i bambini. Negli ultimi tre anni, sei di questi paesi hanno sottoscritto piani d’azione con le Nazioni Unite: in Afghanistan e in Ciad nel 2011, seguiti dal Sud Sudan, Myanmar, dalla Somalia e dalla Repubblica Democratica del Congo, l’anno dopo. Lo Yemen e il Sudan hanno espresso il loro impegno a creare forze di sicurezza senza bambini, e a proseguire un dialogo con le Nazioni Unite. Nel corso dei prossimi due anni, l’Ufficio del Rappresentante speciale, l’UNICEF, i partner delle Nazioni Unite e delle ONG intensificheranno il proprio sostegno agli sforzi di questi otto Governi a llo scopo di garantire che i bambini tornino alla vita civile e affinchè siano pienamente attuati i piani d’azione contro il reclutamento. Ciò include competenze tecniche, individuazione di lacune e ostacoli per l’implementazione di piani d’azione e la mobilitazione di risorse aggiuntive per sostenere i programmi in loco. Mentre la campagna è concentrata sulle forze governative elencate nella relazione del Segretario Generale, le Nazioni Unite continuano a combattere contro le gravi violazioni commesse dai gruppi armati.

Source: allafrica

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