Processo a Madrid contro i carnefici del Polisario

Sabrina Carbonebririd

Le atrocità e le gravi violazioni dei diritti umani commesse nei campi di Tindouf dalle milizie del “Polisario” sono state esposte Lunedì, 10 marzo, a Madrid, da tre vittime dinanzi la Corte Nazionale, il più alto tribunale penale spagnolo. Le vittime, che hanno presentato una denuncia contro i responsabili del “Polisario” per genocidio e gravi violazioni dei diritti umani a Tindouf, hanno consegnato al giudice Pablo Ruz delle testimonianze sconvolgenti sulle torture e i maltrattamenti realizzati nelle carceri dal Polisario come anche le atrocità commesse dai dirigenti di questa entità artificiale per imporre la loro autorità alla gente nei campi. Così, Mohamed El Kabch Nafee El Kharchi Lahbib e Chouiaar Mohamed Mouloud, sottoposti a una perizia medica allo scopo di individuare le torture subite in base alla loro testimonianza, hanno descritto nei dettagli le loro sofferenze patite durante gli anni di calvario nella prigione di Errachid (sud-est dell’Algeria). Nafee Mohamed ha dichiarato che ha descritto al giudice della Corte Nazionale “la realtà delle cose e i gravi crimini commessi dal Polisario e dall’Algeria” contro le vittime, informando che è “felice” di aver avuto l’opportunità di comparire davanti al magistrato per esporre le pratiche disumane perpetrate dal “Polisario” contro la popolazione sequestrata a Tindouf. “Siamo vittime del Polisario. Noi portiamo sempre l’eredità delle torture effettuate da parte delle milizie separatiste”, ha precisato Mohamed Nafee che ha trascorso 15 anni nelle prigioni del “Polisario” (1977-1992), rilevando che la giustizia spagnola ha accordato un “grande interesse” a questo caso. In una dichiarazione rilasciata alla MAP di Madrid, ha rivelato che ha anche assistito alla morte di diverse persone sotto tortura da parte delle milizie del “Polisario” contro i detenuti, precisando che il giudice ha rivelato i nomi delle vittime come anche quelli dei colpevoli responsabili di questi massacri. Nella stessa ottica, El Kharchi Lahbib ha reso noto che ha fatto presente al giudice i peggiori abusi, torture e violazioni inflitte alle vittime dagli autori del “Polisario”, rilevando che il giudice Pablo Ruz ha ascoltato la testimonianza con “grande interesse” prima di ordinare la perizia medica delle vittime, aggiungendo, che ha trascorso 17 anni (1977-1994) nelle carceri del “Polisario”, dove ha vissuto tutte le forme di tortura e pratiche disumane. In una dichiarazione simile, un’altra vittima, Chouiaar Mohamed Mouloud, ha descritto i 13 anni (1977-1990) passati in carcere, subendo le peggio sofferenze e evidenziando il vero calvario che ha vissuto nelle celle di Errachid su ordine del “Polisario” e del suo padrino algerino. Mohamed Mouloud, che porta ancora sul suo corpo i segni delle torture inflitte dai mercenari del “Polisario”, ha nello stesso senso, riferito davanti al Giudice le deplorevoli condizioni di vita nei campi di Tindouf, indicando che le vittime sono sottoposte alle peggiori pratiche degradanti e disumane. I tribunali spagnoli, che avevano dichiarato ricevibile la denuncia, presentata nel 2007 da una ONG Saharawi a difesa dei diritti umani, hanno preso sul serio il processo e andranno fino in fondo per conoscere la verità e rendere giustizia alle vittime, ha osservato. Da parte sua, Dahi Aguai, Presidente dell’Associazione dell’APDP, e vittima lui stesso degli atti del “Polisario”, che è stato sentito nel mese di agosto dallo stesso tribunale, ha riferito che ha presentato al giudice un elenco dei Saharawi di cittadinanza spagnola e belga che sono state vittime di abusi del Polisario. “La giustizia e il Governo spagnolo sono determinati ad andare avanti in questo caso per rendere giustizia alle vittime spagnole che sono disperse o sono state torturate sul territorio algerino”, ha comunicato Aguai. In aggiunta a queste vittime, il giudice della Corte Nazionale aveva sentito ad agosto, le testimonianze di Saadani Malainine, figlia del compianto El Wali Seikh Slama, e Mustapha El kouri. Bisogna ricordare che il giudice della Corte Nazionale aveva accettato la denuncia, depositata il 14 Dicembre 2007 contro i leader del “Polisario” e gli agenti della sicurezza e l’esercito algerino, per “genocidio, torture, sparizioni forzate, detenzione illegale e gravi violazioni dei diritti umani”. Tra i 29 imputati denunciati figurano l’ex rappresentante del “Polisario” in Spagna, Brahim Ghali, (oggi in Algeria), il cosiddetto “Ministro” dell’informazione della pseudo “RASD”, Sid Batal Ahmed, presumibilmente il “Ministro della Pubblica Istruzione”, Bachir Mustapha Sayed, e l’attuale rappresentante dei separatisti in Spagna, Jandoud Mohamed. Sulla lista compare anche l’ex rappresentante del “Polisario”, nelle Isole Canarie, Mohamed Luchaâ, morto a Las Palmas. Infine, Khalil Sidi Mhamed, pseudo “Ministro” delle colonie, e Mohamed Khaddad, attuale coordinatore con MINURSO ed ex direttore generale della sicurezza militare, dovranno rispondere dei loro crimini davanti al tribunale spagnolo per tortura contro le popolazioni dei campi di Tindouf.

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