Nucleare, dove sono i Ministri verdi?

Sabrina Carbone bririd

François Hollande e il suo Governo non hanno emesso una sentenza, spingendo la decisione sulla transizione energetica. Adesso o mai più. Se l’Europa Ecologia-Verde (EE-LV) spera che la sua presenza al Governo non sia servita a niente, ora è il momento di agire e di influenzare le decisioni politiche in essere. La transizione energetica, compresa la riduzione della nostra dipendenza dal nucleare, promessa ammiraglia di François Hollande, sarà l’oggetto di una legge discussa attualmente tra i dipartimenti. I leader di EE-LV hanno spesso ricordato che il contenuto di questa legge è stato decisivo per la loro futura partecipazione alla maggioranza del Governo. Se EE-LV non vuole lasciare il Governo prima dell’estate, allora è il momento di alzare la voce. François Hollande ha promesso di ridurre dal 75 al 50% la quota del nucleare nella produzione dell’elettricità ma non ha mai detto come. Tra l’iter di Greenpeace che prevede di chiudere 20 reattori nucleari entro il 2020 e quello di FES, che prevede al contrario, l’estensione della vita dei nuovi impianti dei reattori esistenti o la costruzione di nuove centrali, c’è una differenza enorme. Ma François Hollande e il suo Governo non hanno mai sentenziato, respingendo la decisione sulla famosa legge sulla transizione energetica. Gli elementi del disegno di legge che abbiamo sono più che deludenti. L’impegno di ridurre la quota di energia nucleare non è nemmeno menzionata. L’età dei reattori, della flotta attuale si avvicina a quella pericolosamente fatidica del limite dei 40 anni. Superare questa soglia sarà irresponsabile: l’enorme costo ad esso associato e l’aumento del rischio di incidenti che vanno di pari passo rendono questa opzione obsoleta.

Pochi mesi prima delle elezioni di Hollande, il PS aveva raggiunto un accordo con EE-LV che prevedeva la chiusura di 24 reattori nucleari. Ma oggi, la maggioranza da prova di una amnesia colpevole. Il capo di Stato non si sente vincolato da un testo di Martine Aubry e EE-LV non si è affrettato a ricordare al capo di Stato di seguire gli impegni assunti dal suo partito. I membri e gli elettori di EE-LV nella lotta anti-nucleare hanno la pelle dura. Questa battaglia storica ha forgiato la spina dorsale dell’ecologia politica in Francia. Nessuno intende accettare un compromesso su questa questione. La futura legislazione deve prevedere la chiusura dei reattori nucleari, al di là di Fessenheim. E’ solo ora impegnandosi ad uscire da una fase nucleare, che potrà essere sviluppata l’industria delle energie rinnovabili che proteggono dai cambiamenti climatici e creano nuovi posti di lavoro dei quali abbiamo bisogno per uscire dal marasma economico. Non possiamo essere soddisfatti di applaudire EE-LV dopo le azioni di protesta nelle centrali nucleari.

 Source: liberation.fr

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