CAR: L’Unicef denuncia “atti orribili” contro i bambini

Sabrina Carbonebririd

Il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) ha dichiarato che è “inorridito” per la “crudeltà con la quale hanno agito gli autori di omicidi e mutilazioni verso i bambini” in Centrafrica e sono indignati “per l’impunità della quale godono”. “Le ultime settimane del mese di febbraio, sono state caratterizzate da livelli senza precedenti di violenza contro i bambini durante attacchi settari e rappresaglie da parte delle milizie (a maggioranza cristiana) anti-Balaka ed ex-combattenti Seleka (a maggioranza musulmana)” indica l’organizzazione in un comunicato ricevuto dall’AFP nel mese di febbraio. “I bambini sono sempre più presi di mira a causa della loro religione o per la comunità alla quale appartengono”, ha citato nel testo, Manuel Fontaine, direttore regionale dell’UNICEF per l’Africa occidentale e centrale. “Un paese dove gli adulti possono, impunemente, e crudelmente mirare ai bambini innocenti non ha futuro”, ha aggiunto, “è imperativo porre fine all’impunità”. “Almeno 133 bambini sono stati uccisi e mutilati, in una maniera particolarmente orribile, mentre la violenza etnico-religiosa continua a dilagarsi intensamente da due mesi”, ha riferito la stessa fonte. “L’UNICEF ha verificato casi di bambini decapitati e mutilati intenzionalmente e ed è venuta a conoscenza che ai bambini rimasti feriti nelle sparatorie hanno dovuto amputare gli arti perché l’insicurezza ha impedito loro di raggiungere l’ospedale in tempo per il trattamento”, continua la nota. “Tutti i gruppi hanno commesso atti di violenza, ma la recente determinazione orientata verso i musulmani ha portato all’evacuazione di intere comunità e all’aumento significativo del numero dei bambini non accompagnati, separati dalle loro famiglie in subbuglio. Questi bambini sono particolarmente vulnerabili”, ha reso noto l’UNICEF. Il CAR è sceso nel caos dopo il golpe di marzo del 2013 di Michel Djotodia, capo della coalizione ribelle Seleka a maggioranza musulmana. Diventato Presidente, è stato costretto a dimettersi dalla comunità internazionale il, 10 gennaio, per la sua incapacità di fermare le uccisioni tra l’ex Seleka e le milizie anti-Balaka, che ha portato a un esodo di massa dei civili musulmani.

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