Iran: Condannato a morte graziato all’ultimo minuto

Sabrina Carbonebririd

Iran-1024x682 (1)La madre della persona che aveva ucciso gli ha concesso un perdono in pubblico, nel momento in cui doveva essere impiccato. Balal aveva ucciso il figlio della donna, ferendolo a morte con un coltello alla gola nel 2007. Doveva essere impiccato in pubblico nella mattinata di Martedì, 15 aprile, a Noshahr. Ma l’iraniano condannato a morte per omicidio, ha scampato il patibolo. La madre della vittima lo ha perdonato dopo una rara campagna di mobilitazione, ha riferito Giovedì, 17 aprile, il quotidiano Shargh. Nel 2007, durante un combattimento, Balal, che allora aveva 19 anni, aveva colpito mortalmente con un coltello alla gola un altro giovane, Abdollah Hosseinzadeh. Balal era stato arrestato e poi condannato a morte. Ma la madre della vittima, Samereh Alinejad lo ha perdonato proprio mentre a Balal gli avevano messo la corda intorno al collo, come richiesto dalla legge iraniana. Secondo il quotidiano, la madre rivolgendosi alla folla, ha raccontato che è ”difficile avere una casa senza bambini”, quattro anni prima, aveva perso un altro figlio in un incidente stradale. La donna poi ha schiaffeggiato il condannato prima di rimuovere la corda con il marito Abdolghani Hosseinzadeh, un ex calciatore professionista.

Campagna di mobilitazione di artisti e sportivi

”L’assassino piangeva, ha riferito la madre al giornale. Ha chiesto perdono”. Gli ho dato uno schiaffo, e questo mi ha calmato. Poi gli ho detto: Ti punirò per il male che mi hai fatto. Alcune persone hanno applaudito, altre piangevano”. ”Sono una credente. Il giorno prima della sentenza, ho sognato mio figlio”. “Io dove sono, sono tranquillo” mi ha detto, ha raccontato la donna, “la mia famiglia e gli amici, mi chiedevano di perdonarlo”, ha spiegato.  La grazia a Balal è intervenuta anche dopo una campagna di mobilitazione di artisti e atleti famosi, come l’ex calciatore Ali Daie. Questo tipo di campagna mediatica è ancora rara in Iran, oltre 170 persone, tra le quali almeno due donne, sono state giustiziate dall’inizio dell’anno, secondo le Nazioni Unite. Secondo la sharia (legge islamica), un condannato a morte per omicidio può sfuggire all’esecuzione e scontare una pena detentiva, se è perdonato dalla famiglia della vittima che riceve il ”prezzo del sangue” impostato quest’anno a 1,5 miliardi di rial (circa 50.000 $).

Source: afriquequotidien

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