Conoscere gli altri con simpatia: dialogo tra culture e civiltà

Sabrina Carbone10305509_929922550357824_7309698354526484811_n

Il dialogo tra le culture e le civiltà può avere successo, solo cercando di raggiungere soluzioni adeguate che possono generare una giusta situazione, una adeguata stabilità, la pace e la sicurezza. Invece di ignorare e di diffidare gli uni degli altri, bisogna instaurare un dialogo tra le culture e le civiltà. La conoscenza e il reciproco riconoscimento aiutano a promuovere la fiducia, che può portare a una cooperazione reale e a sviluppare un senso di solidarietà. Tuttavia, per stabilire questo dialogo, dobbiamo cominciare a valorizzare ciò che abbiamo in comune e credere nelle virtù della solidarietà. Ma come promuovere il dialogo tra le culture e le civiltà? La questione sembra del tutto legittima. In risposta, posso dire che in primo luogo dobbiamo conoscerci, riconoscerci e farci conoscere. Questo implica un ritorno alle origini, ma un ritorno liberatorio. Dobbiamo mettere da parte la tradizione neutralizzare i tabù di ogni tipo e osare, tutto questo sotto l’esame critico, allo scopo di raggiungere ciò che facilita l’apertura verso l’altro, dobbiamo accettare gli altri nel rispetto delle loro differenze, senza compiacimento o condiscendenza. Inoltre dobbiamo anche conoscere gli altri con simpatia: conoscere la loro storia, la loro religione, le loro credenze e tutto ciò che rende la sua unicità cercando interferenze fertili e incontri fecondi.

Possiamo anche interrogarci sul perché del dialogo tra culture e civiltà. A questo proposito, bisogna sottolineare che il dialogo con gli altri è oggi più che mai necessario, perché l’ego è nello spessore dell’altro. Questo è un atteggiamento dove il riconoscimento, la modestia e la generosità si combinano per indurre al rispetto reciproco e alla solidarietà:
Possiamo capire il miracolo greco, senza l’ingresso del semitico orientale e senza il contributo dell’Egitto? Possiamo comprendere il materiale e la ricchezza culturale dell’Europa e dell’Occidente, senza la loro espansione in Africa, in Asia e nell’America precolombiana? Il debito dell’Occidente verso il Sud sembra enorme. Aristotele poteva raggiungere l’Europa attraverso i filosofi arabi attraverso Andalusia. Le Crociate hanno favorito l’osmosi tra l’Oriente e l’Occidente. Che dire della Sicilia al tempo dei Re normanni e soprattutto sotto il regno di Federico II Hohenstaufen? Dobbiamo rompere con tutte le istituzioni che promuovono il dialogo tra le culture, le civiltà e le religioni, perché l’università aveva già pensato ai giorni di un regime caduto? Questo è il momento che tale sedia torni a servizio della libertà, della democrazia e dei valori come la giustizia e la solidarietà tra i popoli. Tale istituzione deve promuovere il dialogo tra le civiltà e le religioni e il lavoro per creare legami di amicizia, di cooperazione e di reciproco rispetto tra i popoli, a prescindere dalle razze, dalle culture e dalle religioni. E’ una filosofia di apertura, di solidarietà tra gli uomini e un riconoscimento di identità e di caratteristiche, senza eccezioni. Sostenuti da un umanesimo che riconosce gli altri, rispetta e accetta con le sue differenze. Questa filosofia è legata a una tradizione molto antica che non ha mai smesso di fiorire e di crescere. Bisogna coltivare l’amicizia, la cooperazione, e accettare gli altri e stabilire la solidarietà tra i popoli. Per raggiungere questi nobili obiettivi, fortemente legati alla conoscenza e alla diffusione della conoscenza, è necessario un atto di profonda comprensione da parte delle persone, delle loro culture e delle loro religioni, sulla base di indagini, progettate e implementate correttamente, coprendo le diverse aree del sapere, sia che riguardi l’uomo o la vita o la natura. Per convincere l’altro e ottenere la legittimità dell’interlocutore, è necessario prima conoscere la sua storia e la sua cultura, lontano da qualsiasi a priori e ogni tendenza selettiva. Questa buona conoscenza di sé (uomo e ambiente) offre in maniera responsabile la gestione delle percezioni presenti e future della politica, una base di riflessione e di ispirazione. Sulla base di questi principi, è opportuno favorire i contatti, la diffusione delle conoscenze, discutere liberamente, lontano da tutti i tabù, e con la piena la fiducia e il rispetto reciproco.

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