Verso la fine dell’euro? Germania, Francia e Italia non spiccano il volo

scritto da Sabrina Carbone10305509_929922550357824_7309698354526484811_n595dbe4074e421cdfb32f04e13a851b2_article

Se la Germania, la Francia e l’Italia non riusciranno ad attivare riforme strutturali che garantiscono la crescita dell’economia europea, il destino dell’EURO potrà essere interdetto. La promessa di Mario Draghi, il Presidente della Banca centrale europea, di garantire un sostegno all’EURO “costi quel che costi” aveva creato speranze economiche che sono risultate illusorie, secondo un’analisi pubblicata da ‘The Economist’. Le parole di Draghi, espresse nella sua dichiarazione, avevano ispirato fiducia verso l’economia europea, poiché i paesi problematici come la Grecia hanno iniziato a migliorare dopo avere ricevuto salvataggi e aver sofferto a causa dei tagli. Tuttavia, sebbene la disoccupazione sia diminuita in alcuni paesi, il tasso rimane ad un alto livello, soprattutto tra i giovani. “Le speranze si sono tradotte in una illusione e i paesi europei sono scesi nuovamente”, sostengono le analisi. Nonostante l’ottimismo, i tre paesi del continente che hanno un grande PIL hanno rivelato risultati preoccupanti, secondo le statistiche. Se l’Italia è caduta in recessione e la Francia la segue, la Germania ha testato una discesa inattesa della sua economia, ricorda l’articolo. Per quanto riguarda il resto dell’anno non è previsto nessun miglioramento, soprattutto considerando che le sanzioni imposte contro la Russia potranno danneggiare la zona EURO. Gli autori dell’analisi pensano che la nuova crisi europea sia dovuta a tre problemi principali. Inizialmente, non esistono politici che posseggono la sufficiente grinta o coraggio per mettere in marcia delle riforme strutturali che migliorino la competitività e contribuiscano a restituire alla zona euro le vie della crescita. In secondo luogo, la popolazione non è ancora preparata per comprendere la necessità di cambiamenti radicali e, in terzo luogo, i regolamenti finanziari e fiscali sono troppo rigorosi, cosa che non facilita la concretizzazione di riforme strutturali. Nonostante le previsioni pessimiste, se François Hollande e Matteo Renzi dimostrano con i fatti la loro intenzione di attuare riforme strutturali, Angela Merkel potrà facilitare la politica fiscale e monetaria, a giudizio degli autori dell’analisi, che suggeriscono che i tre capi europei devono cooperare con la Commissione europea per completare la formazione del mercato unito e firmare l’accordo commerciale con gli Stati Uniti. Senza un impulso da parte dei capi europei la crescita non avrà sviluppo, cita ‘The Economist’. Se la moneta europea ha prodotta solo il ristagno, la disoccupazione e la deflazione, molta gente pretenderà che il suo paese abbandoni la zona euro. “La crisi dell’EURO non è scomparsa, ma è all’orizzonte”, conclude l’analisi. L’EURO doveva essere l’emblema del commercio ma in realtà è la dimostrazione che i politici ereditano l’ideologia ma non sanno applicarla tramutando questa moneta in un circuito chiuso senza sbocco. La colpa dell’EURO? essere caduto nelle mani di sistemi politici, economici e finanziari poco preparati, Nessuno ha mai messo riparo al rincaro dei prezzi in euro con la valuta antecedente, è chiaro che il mercato è collassato. In sintesi cosa voglio dire che se, ipoteticamente, un pacco di zucchero costava prima dell’ingresso dell’EURO 1000 lire, (Lira italiana) doveva essere venduto sul mercato allo stesso prezzo tradotto in euro e non moltiplicato o triplicato del suo reale valore, questo è il vero dramma dell’euro.

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